sabato 30 aprile 2016

IL MASSACRO DEI VINTI -- Milazzo Angelina, 22 anni,

                                     
 
                                             REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA: 

 UNA REPUBBLICA NECESSARIA

LO SCIAGURATO OTTO SETTEMBRE SANCISCE, DI FATTO, LA FINE DELLO STATO NAZIONALE: SCHIACCIANTI LE RESPONSABILITA' DEL RE E DI BADOGLIO ("L'UOMO DI CAPORETTO", NON DIMENTICHIAMOLO!) IL CUI GOVERNO E' COMPLETAMENTE DIPENDENTE DAGLI ANGLOAMERICANI CHE SONO SBARCATI IN SICILIA CON L'AIUTO DELLA MAFIA.
L'INCOSCIENTE "CAMERIERATO" VOLUTO DAL RE (CELEBRE QUANTO AVVILENTE LA FOTOGRAFIA DI CHURCHILL CHE RICEVE IN PANTOFOLE BADOGLIO E BONOMI RAPPRESENTANTI DEL GOVERNO DEL SUD!) PERMETTE LA DOPPIA OCCUPAZIONE DEL TERRITORIO ITALIANO (AL NORD I TEDESCHI E AL SUD GLI "ALLEATI") E LO SCOPPIO DELLA GUERRA CIVILE FRATRICIDA SCATENATA DAI COMUNISTI. UN TRAGICO SCENARIO CHE PRENDE FORMA SOTTO LO SGUARDO COMPIACIUTO E DIVERTITO DEI "LIBERATORI" CHE, NEL FRATTEMPO, BOMBARDANO SELVAGGIAMENTE LE CITTA' ITALIANE.
LA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA INDICA, A BUON RAGIONE, LA VIA DELL'ONORE E DEL RISCATTO DOPO IL VILE VOLTAFACCIA BADOGLIANO: E' LA POSSIBILITA' PER MOLTISSIMI GIOVANI DI RITORNARE AD IMPUGNARE LE ARMI CONTRO LE DEMOPLUTOCRAZIE .
LA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA GARANTISCE LA SALVEZZA DI QUEL POCO CHE RESTA DELLE STRUTTURE STATALI DIFENDENDO GLI INTERESSI POLITICI ED ECONOMICI ITALIANI: E CIO' ANCHE NEI CONFRONTI DEI TEDESCHI FICCANASO SI', (E FORSE CON RAGIONE?), MA NON PADRONI, EVITANDO ALL'ITALIA UN TRATTAMENTO PEGGIORE DI QUELLO RISERVATO ALLA POLONIA.
LA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA E' UN FENOMENO SOPRATTUTTO RIVOLUZIONARIO: CIO' E' DIMOSTRATO DAL PASSAGGIO DALLA FORMA DI GOVERNO MONARCHICA A QUELLA REPUBBLICANA E DALL'EVIDENTE CONNOTAZIONE ANTICAPITALISTICA (BASE DELLA SOCIALIZZAZIONE) DEL NUOVO STATO. IN PARTICOLARE, LA SOCIALIZZAZIONE SI CONTRAPPONE NETTAMENTE AL CAPITALISMO DELLE "DEMOCRAZIE DEL DENARO" CHE, NASCOSTE DIETRO I MITI DELLA "GUERRA GIUSTA" E DELLA "LIBERAZIONE", SONO SCESE IN CAMPO PER SODDISFARE - ESCLUSIVAMENTE - GLI INTERESSI DELLA GRANDE FINANZA INTERNAZIONALE: ALLORA FURONO POSTE LE FONDAMENTA DEL "MONDIALISMO" E DELL'ATTUALE "GLOBALIZZAZIONE".
LA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA, QUINDI, E' DA RITENERSI UNA REPUBBLICA NECESSARIA ED UNA SCELTA PER LA DIGNITA' DELLA NAZIONE.
ESSENZA RIVOLUZIONARIA DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA
CON LA NASCITA DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA SI HA, INNANZITUTTO, UNA ROTTURA NEI CONFRONTI DELLA TRADIZIONE MONARCHICA.
E' EVIDENTE UNA CONCEZIONE ANTICAPITALISTICA CHE SI PONE ALLA BASE DELLA SOCIETA' STATALE.
ANTIPLUTOCRAZIA E ANTICAPITALISMO SONO ELEMENTI CONCRETAMENTE ATTUATI NELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA.
LE INDICAZIONI DI MUSSOLINI SUL LAVORO E SULLA PROPRIETA' PRIVATA SONO ISPIRATRICI DELL'ARTICOLO 1 DEL MANIFESTO DI VERONA.
ANTIPLUTOCRAZIA, ANTICAPITALISMO E LE INDICAZIONI DI MUSSOLINI DEL 18 E 27 SETTEMBRE 1943, SONO LE FONDAMENTA DELLA SOCIALIZZAZIONE.
LA SOCIALIZZAZIONE E' ANCORA PIU' CHIARA NELLA "PREMESSA FONDAMENTALE PER LA CREAZIONE DELLA NUOVA STRUTTURA DELL'ECONOMIA ITALIANA" APPROVATA DAL GOVERNO L'11 GENNAIO 1944.
LA SOCIALIZZAZIONE SI REALIZZA IL 12 FEBBRAIO 1944 CON IL "DECRETO LEGISLATIVO SULLA SOCIALIZZAZIONE DELLE IMPRESE".
LA PREMESSA E IL DECRETO RAPPRESENTANO LA SOSTANZIALE PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI ALLA GESTIONE - IN PIENA PARITA' - CON I RAPPRESENTANTI DEL CAPITALE.
L PUNTO 8 DEL MANIFESTO DI VERONA CONTIENE UN'ENUNCIAZIONE, ANCHE SE TEORICA E PROGRAMMATICA, CERTAMENTE RIVOLUZIONARIA: LA VOLONTA' DI CREARE UNA "UNIONE EUROPEA ANTIPLUTOCRATICA E ANTICAPITALISTICA" COME STRUMENTO DELLA FUTURA UNITA' POLITICA DEL CONTINENTE.
LA SOCIALIZZAZIONE E' L'INIZIO CONCRETO DI UN PROGRAMMA CHE MIRA ALLA RADICALE TRASFORMAZIONE, IN SENSO ANTICAPITALISTICO, DELLA STRUTTURA DELLA SOCIETA' ITALIANA.
E' UN PROGRAMMA CHE NON RIGUARDA SOLTANTO LA SOCIALIZZAZIONE DELLE IMPRESE, MA E' DESTINATO AD INVESTIRE TUTTO IL SISTEMA PRODUTTIVO ED ECONOMICO: NELL'AGRICOLTURA, NEL COMMERCIO E NELLA FINANZA.
IL MODELLO ECONOMICO DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA TRAE ISPIRAZIONE DAL MODELLO CORPORATIVO FASCISTA MA, SI BASA SU NUOVI PRESUPPOSTI E SUL FONDAMENTO DELL'IMPRESA SOCIALIZZATA.
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Milazzo Angelina, 22 anni, Ausiliaria R.S.I. , medaglia d'oro al v.m. morta per salvare una donna incinta

Fede illumina.
 Amore abita. 
Pace amministra.
 Onore adorna.
Milazzo Angelina, uccisa a 22 anni  durante un'incursione aerea  inglese. Medaglia d'oro al valor militare
La tomba di Milazzo Angelina, sepolta nel cimitero militare dei caduti della Repubblica Sociale Italiana
a Milano Musocco, Campo X

Angelina Milazzo, Medaglia d'oro al VM, era un' Ausiliaria Femminile della Repubblica Sociale Italiana. Aveva solo 22 anni quando cadde a Garbagnate facendo scudo con il proprio corpo ad una donna incinta già ferita, durante il successivo ripassaggio dell' infame "Pippo" di turno. Il gesto le valse una copertina della "Domenica del Corriere" del Febbraio 1945.
Nacque ad Aidone , un piccolo paese a pochi chilometri da Enna, in Sicilia, il 18 aprile del 1922. Il padre, Filippo Lucio, mutilato di guerra e decorato con Medaglia al Valor Militare, e la madre, Nerina Bruno, gestivano un negozio di stoffe in centro. Sin da piccola, Angelina Milazzo, guardava con fascino e ammirazione le imprese compiute, dagli eroi e patrioti italiani, nella conquista dell’Unità d’Italia e successivamente nel corso della Prima Guerra Mondiale con la vittoria sull’esercito austro – ungarico. Con la Marcia su Roma, 28 ottobre del 1922, e la presa di potere da parte del Regime Fascista di Benito Mussolini, Angelina Milazzo, formò carattere e personalità grazie alla rigida e sana disciplina culturale del fascismo. Dotata di rara intelligenza si iscrisse presso l’istituto magistrale con l’obiettivo di diventare insegnante di scuole elementari. In seguito alla mozione di Dino Grandi, il 24 luglio del 1943, che determinava la caduto del Governo Fascista, l’arresto e la liberazione di Benito Mussolini con la successiva nascita della Repubblica Sociale Italiana, Angelina Milazzo, decise di abbandonare gli studi per arruolarsi, come volontaria, nel Servizio Ausiliario Femminile e seguire così la strada dell’Onore. Prima di essere assegnate ai rispettivi Comandi, le giovani donne, dovevano partecipare e superare i sei corsi di addestramento che si tennero a Venezia, Roma e Como. Inizialmente, le ausiliarie, prestavano solo assistenza infermieristica negli ospedali militari, lavoravano negli uffici e alla propaganda, allestendo posti mobili di ristoro per le truppe, come supporto allo sforzo bellico. Nel Servizio Ausiliario Femminile affluirono giovani donne di tutte le condizioni sociali e da ogni parte dell’Italia, tante ragazze quasi maggiorenni, molte sposate e parecchie madri. Già durante il corso di addestramento, Angelina Milazzo si mise in evidenza come esempio per le sue commilitoni per fede e disciplina. Terminato il periodo di addestramento, fu assegnata al Comando del Sevizio Ausiliario Femminile di Vicenza ottenendo subito una citazione all’ordine del giorno per la capacità e lo spirito di iniziativa dimostrati nel portare a termine una difficile impresa. Intanto i cacciabombardieri angloamericani aveva il compito di mitragliare e colpire qualsiasi cosa si muovesse sul territorio. Arrivavano all’improvviso, in città e nelle campagne, attaccando treni, corrieri, autovetture e persone. L’obiettivo era di spezzare il morale alla popolazione civile italiana. Il 21 gennaio del 1945, Angelina Milazzo, durante un viaggio di servizio in treno, nei pressi di Garbagnate, pochi chilometri da Milano, i cacciabombardieri iniziarono a fare fuoco. I passeggeri del treno, prontamente fermato, cercarono riparo nei prati lungo la linea ferroviaria. Una viaggiatrice, in stato di gravidanza, cadde a terra e Angelina Milazzo, invece di cercare scampo, sprezzante del pericolo si lanciò in soccorso della donna ferita, facendo scudo con il proprio corpo. Nella scorreria dei mitragliatori, la giovane volontaria del Servizio Ausiliario Femminile, fu colpita a morte da una scarica, salvando con il suo sacrificio la vita di una madre. Il gesto le valse una copertina sul giornale della Domenica del Corriere nel febbraio del 1945. Il Comandante di Brigata del Servizio Ausiliario Femminile, Piera Gatteschi Fondelli, propose ed ottenne, il conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria di Angelina Milazzo.


“In viaggio di servizio durante un mitragliamento aereo, sacrificava coscientemente la vita per salvare una gestante già ferita. Suggellava con l’offerta suprema la fulgida vita di volontaria”.
                                                                                                                                                                 


                   

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