lunedì 27 settembre 2021

CAPITALISMO E COSTITUZIONE

 

CAPITALISMO E COSTITUZIONE

 


Bernard Ebbers, padrone della WORD COM, l’azienda della “nuova economia” che fece un buco di Undici miliardi di dollari, appropriandosi anche dei soldi dei fondi pensione dei dipendenti, è stato condannato da un tribunale USA a 25 anni di carcere per falso in bilancio, truffa ed appropriazione indebita.

Avendo allora un’età di 63 anni, la sua   condanna equivaleva all’ergastolo..!

In coda, per sentenze analoghe per analoghi reati, vi sono Kennet Ray della ENRON, grande amico e finanziatore di Bush, Dennis Korzlowsky e Mark Swartz della TYCO, mentre John Rigas della ADELPHIA ( cavi), ha già avuto una condanna a 15 anni di carcere.

Questa la cronaca, sulla quale si possono fare alcune interessanti considerazioni:

1° In materia finanziaria, quando la legge USA colpisce, colpisce duro e senza riguardi per amicizie politiche importanti ed il “Falso in bilancio” e le truffe correlate sono considerate, in America, reati gravissimi.

Nasce spontaneo il confronto con l’Italia dove il “falso in bilancio” è stato depenalizzato dal casino delle ''libertà'', dove la truffa è considerato un reato minore e dove i primi imputati del “bidone” della PARMALAT potranno ricorrere al patteggiamento e ricevere una condanna ad un paio di anni di carcere che, con i benefici previsti dalla legge, si ridurranno ulteriormente con la possibilità di rientrare nella “condizionale” o, tutt’al più  nella condanna a pene “alternative”.

In pratica, tutto finirà, in modo Italico, a “tarallucci e vino”…

2° Il sistema capitalista ha sì regole e controlli, ma con maglie talmente larghe, in nome della libertà di mercato, che episodi gravissimi, come quelli condannati recentemente dai tribunali USA si ripetono di frequente grazie anche alla complicità degli esperti del settore, se è vero, come è vero, che gli analisti finanziari interpellati nel 1998 dalla più prestigiosa rivista finanziaria Americana, dicevano: “..la Word Com è qui per restare ed i suoi titoli sono un investimento intelligente per chiunque..”

Nel 98, i titoli salirono dell’85%, nel 2002 la società fece bancarotta..!!

Come sempre, le condanne arrivano in ritardo e si chiude la stalla quando i buoi sono tutti fuggiti..

Ma almeno in America si chiude la stalla e si condannano i Bancarottieri truffaldini mentre in Italia non solo gli organi di controllo, come la Banca d’Italia, non controllano, non solo le banche si disfano dei titoli spazzatura vendendoli fraudolentemente ai clienti ignari ( un recente studio della Bocconi ha rivelato che il 27% dei titoli Parmalat furono venduti dalle banche quando erano già decotti e furono affibbiati a persone anziane), non solo il governo depenalizza il reato di falso in bilancio incoraggiando di fatto a commettere questo reato a causa del rapporto favorevole rischio – guadagno che la depenalizzazione comporta, ma quel poco che resta alla fine nella rete della giustizia viene gettato via dai patteggiamenti, dai benefici di legge e dalle pene alternative al carcere..!

E torniamo al solito punto a cui ci portano tutte queste discussioni e cioè se sia la finanza a dover governare la politica oppure se la politica debba governare la finanza.

Nel primo caso la priorità sarà in pratica quella dell’utile a tutti costi, anche a costo dell’etica, del diritto e dei diritti dei Cittadini ed in questo caso, di fatto, la sovranità sarà del capitalismo e del denaro e non del popolo, alla faccia della costituzione.

Nel secondo caso le priorità si invertiranno e ci sarà una maggiore corrispondenza reale tra la lettera della costituzione e la sua applicazione.

In ogni caso, il capitalismo, lasciato a se stesso, produce sempre danni gravissimi alla comunità dato che gli interessi dell’uno non collimano con quelli dell’altra e quindi la sua libertà d’azione va regolamentata.

Alessandro Mezzano

                                                                                                               

 


mercoledì 15 settembre 2021

ILLUSIONI ED UTOPIE

 

ILLUSIONI ED UTOPIE

 

 

Buco Eroina

 

A partire dal primo dopoguerra presero vita le moderne teorie sull’educazione dei ragazzi che prendevano lo spunto dalla visione liberale ed in parte da quella socialista sul concetto di non costrizione e di libertà di sviluppo della personalità.

Secondo le nuove teorie era stato sbagliato nel passato, costringere i ragazzi ad obbedire alle regole tramite punizioni, imposizioni e non sia mai, qualche ceffone dato al momento giusto per sottolineare fisicamente che certe azioni e certi comportamenti non erano ammissibili.

I ragazzi dovevano essere convinti solamente con il ragionamento, con l’esempio e giungere autonomamente alla accettazione delle regole.

Quanto poi ai ceffoni, sono stati tramutati dalla legge da mezzi educativi coercitivi in reati..!

In teoria tutto sacrosanto se non fosse stato per l’immaturità naturale e la naturale mancanza di esperienza dei bambini e dei giovani che non erano sovente in grado di analizzare e capire le varie situazioni e, per loro natura, erano molto più vicini all’istinto che non al raziocinio.

Eppure fiumi di letteratura specializzata ha sancito i moderni metodi di educazione dando per certo che essi erano l’unico modo corretto ed efficace per educare i ragazzi e che ogni altra visione del problema peccava di vecchiume, di irragionevolezza di una punta di sadismo ed era da combattere e da mettere in soffitta.

Generazioni di ragazzi sono cresciuti con i metodi moderni.

Nelle famiglie e nelle scuole si sono lasciate loro le “briglie sul collo” evitando ogni imposizione ed ogni punizione, sorvolando sulle disobbedienze e sopportando a volte anche atteggiamenti irriguardosi quando non decisamente maleducati pur di non apparire retrogradi e superati e nella convinzione che col tempo tutto si sarebbe aggiustato producendo una gioventù migliore di quella delle passate generazioni.

Secondo noi ci sono situazioni nelle quali è opportuno ed anzi doveroso far capire ai ragazzi che nella vita ci sono anche dei NO oltre ai SI e che non tutto può essere permesso e se non lo si vuole capire con le buone, lo si deve capire anche con le cattive..!

Non vogliamo qui discutere pedagogicamente sul confronto tra diversi metodi educativi, anche perché, a livello di teoria e di concettualità, il discorso potrebbe dilungarsi senza mai giungere a risultati conclusivi.

Vogliamo, più semplicemente, ma anche più concretamente, proporre un confronto.

Se i metodi moderni di cui abbiamo parlato fossero  stati superiori e migliori di quelli più antichi, dopo diverse generazioni passate in  quasi settanta anni si dovrebbe vedere il risultato di una gioventù decisamente migliore di quella delle generazioni passate.

Non ci pare che sia così!

Lo certificano le cronache, lo certificano le statistiche sociologiche, lo certifica l’esperienza quotidiana di ciascuno di noi che ci mostrano una gioventù cinica, dedita soprattutto allo sballo ed al divertimento ad ogni costo, senza ideali e senza grinta per scalare gli ostacoli che la vita pone davanti a ciascuno, con obiettivi banali e pronti a tutto per ottenere facili guadagni.

Certamente ci sono le eccezioni lodevoli, come sempre ci sono state, ma le eccezioni sono appunto tali e non cambiano il panorama generale!

Dunque, al di là delle teorie, la pratica certifica il fallimento totale delle utopie  liberali e socialiste sull’educazione dei giovani e ci consiglia di accettare che erano delle illusioni.

Forse i metodi di una volta vanno rivisitati e ripensati anche considerando che centinaia di generazioni passate non possono essere state tutte formate da imbecilli che facevano solo le cose sbagliate e contrarie agli interessi dei loro figli..!

Anche molti pedagoghi moderni cominciano a rivedere le loro posizioni ed a considerare che la pedagogia recente abbia commesso degli errori, segno che il nostro ragionamento non è del tutto sballato.

Nella regola benedettina, scritta da un santo, si prescrive “ l’uso della verga “ per quei novizi che dimostrino disobbedienza ai superiori e mancanza di umiltà d’animo..!

Noi non siamo benedettini, ma non vogliamo nemmeno essere degli illusi utopisti..!

Alessandro Mezzano