mercoledì 29 novembre 2017

Perché il Fascismo fa ancora paura (agli antifascisti..)



Perché il Fascismo fa ancora paura
(agli antifascisti..)

Sono passati 65 anni da quando i più forti eserciti delle più ricche nazioni del mondo ( e certamente non la resistenza dei partigiani italiani ) vinsero la guerra ed abbatterono il Fascismo in Italia eppure pare  che esso sia ancora idealmente vivo e vegeto.
Lo testimoniano non un’illusoria convinzione di parte di chi ha mantenuto intatti quegli ideali senza cedere alle sirene del liberalcapitalismo, ma proprio gli stessi avversari che continuamente danno l’allarme e continuamente usano tutti i vastissimi mezzi di comunicazione che il potere mette a loro disposizione per denigrarlo, infangarlo e diffamarlo anche usando le menzogne più ridicole e più palesemente idiote!
Sembra quasi un grido disperato di chi sta soccombendo di fronte ad una forza della natura che lo assedia e lo minaccia da ogni parte e contro la quale si sente impotente.
Per parte sua il Fascismo non ha né i mezzi di comunicazione di massa, né gli appoggi politici di cui gode l’antifascismo e non riesce, né potrebbe, contrattaccare con un minimo di efficacia la campagna mediatica denigratoria che l’antifascismo conduce a suo danno.
Ma questi elementi danno la chiave di lettura ad un fenomeno sociale e politico di straordinaria rilevanza perché, se la logica ha ancora un senso, il fatto che dopo una guerra persa e dopo 65 anni di persecuzioni e di denigrazioni, il Fascismo preoccupi ancora i suoi avversari per la sua vitalità ha dei significati che trascendono la pura cronaca dei fatti e che invece investono l’oggettività dei valori che il Fascismo propugna e che nessuna campagna denigratoria può eliminare o sminuire.
Ad ulteriore sostegno di questa tesi sta un altro fatto innegabile ed indiscutibile e cioè la realtà anagrafica che fa si che quasi tutti i vecchi fascisti che vissero gli anni del Fascismo siano oramai defunti e perciò i fascisti di oggi sono individui cresciuti dopo la disfatta, nel clima di persecuzione e di calunnie e ciò nonostante hanno aderito a quegli ideali.
Segno inequivocabile che quegli ideali hanno ancora oggi, e nonostante tutto, un’attrattiva che seduce coloro che hanno la forza e l’intelligenza di sapere superare gli stereotipi della propaganda e di esercitare una libera ed indipendente capacità critica personale per raggiungere delle convinzioni che siano frutto del proprio pensiero e non del condizionamento del supermercato delle idee preconfezionate.
Perché Fascismo ha voluto dire e vuole dire tutt’ora, il superamento della lotta di classe ( e dello stesso concetto di classe ) che viene sostituita nel corporativismo dalla sinergia tra le categorie riuscendo a coniugare i concetti di equità sociale e di pace sociale salvaguardando l’individualità di ciascuno in una visione collettiva che si identifica nello Stato Organico ed etico!
Fascismo vuole dire dare preminenza all’uomo ed ai suoi valori spirituali rispetto al denaro ed ai valori materiali che invece dominano la società di oggi senza riuscire a dare, nonostante un’apparente soddisfazione delle necessità materiali che il consumismo procura, un reale appagamento ed una tranquillità interiore.
Sono queste, esigenze dell’animo umano che nessun regime, nessuna ideologia, nessun governo possono soffocare o nascondere troppo a lungo e che, in un modo o nell’altro, rispuntano fuori come necessità vitali ed insopprimibili.
Questo forse è quello che più fa paura agli antifascisti che sono invece gli epigoni del materialismo marxista e liberalcapitalista che sono solo apparentemente diversi, ma che sono concettualmente eguali nell’obbiettivo, uno di accaparrarsi e l’altro di condividere, i beni materiali infischiandosi o addirittura negando i valori spirituali dell’umanità.
Ma anche sul piano dell’equità sociale il confronto non regge se contestualizziamo le condizioni di partenza della società e le conquiste raggiunte.
Durante il Fascismo furono fatte leggi che rivoluzionarono i rapporti tra i lavoratori e le Imprese, tra la società e la famiglia, tra i giovani e la scuola, tra i cittadini ed il diritto alla pensione ed alla salute, tra il territorio e la sua salubrità, tra la proprietà terriera e i contadini e tra i cittadini e la legge.
Alcuni esempi: Parchi nazionali, tutela lavoro donne e fanciulli, assicurazione invalidità e vecchiaia, riforma della scuola Gentile, riforma dei codici, opera dopolavoro, carta del lavoro, libretto del lavoro, INPS. INAM, Bonifiche dell’agro Pontino, Acquedotti Pugliese, del Monferrato e del Perugino, Opera nazionale maternità ed infanzia, Aree industriali, Assegni famigliari, orario di lavoro a 8 ore giornaliere, legge urbanistica, lotta ( vera) alla mafia, case popolari, socializzazione delle imprese, ecc. ecc.
Certamente, per chi riesce a ragionare con la propria testa, risulta difficile sostenere un confronto con quanto poco fatto dal 1945 ad oggi.
A parte un sacco di chiacchiere, il potere dei padroni è aumentato e quello dei lavoratori è diminuito, ogni conquista raggiunta faticosamente con scioperi e sacrifici viene presto vanificata da aumenti del costo della vita e da diminuzione del potere di acquisto, NESSUNA legge significativa ha apportato miglioramenti costanti ai lavoratori né ha spostato i rapporti di lavoro a loro favore, la precarietà sta diventando regola e la disoccupazione giovanile aumenta a causa dell’inettitudine dei governi a difendere gli interessi nazionali in un mondo globalizzato dalla volontà del capitalismo internazionale a realizzare maggiori profitti investendo in Paesi dove non esistono tutele per il lavoro e per la salute, la famiglia sta diventando sempre di più un’entità formale priva di significati e di quei legami che si estrinsecavano in una serie di doveri e di diritti reciproci.
In più assistiamo ad una massiccia complicità tra malavita, mafie e politica che da anni inonda le cronache tanto che l’attuale governo ha voluto una apposita legge per impedire la scoperta e la divulgazione di tanto scandaloso malaffare!
Ed allora si capisce tutta l’acrimonia, tutta la rabbia, tutto l’odio verso un Fascismo che non vuole morire e che anzi rinasce ad ogni persecuzione ad ogni campagna di calunnie, ad ogni menzognero tentativo di falsare la storia.
Non ci fanno paura perché sappiamo con certezza di avere ragione.
Dopo qualsiasi notte, anche la più nera e profonda, alla fine il sole sorgerà di nuovo ..!!

Alessandro Mezzano


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