GLI UOMINI PASSANO, LE IDEE RESTANO
giovedì 29 giugno 2023
GLI UOMINI PASSANO, LE IDEE RESTANO
martedì 6 giugno 2023
IL DENARO ? UN MALE ANTICO
IL DENARO ? UN MALE ANTICO
Opera breve ma intensa e rara dello studioso di dinamiche finanziarie che si cela sotto lo pseudonimo di Anonimo Pontino. Elaborazione suggestiva e controcorrente di una tesi del prof. Giacinto Auriti e della sua scuola di studi economici. il sistema monetario moderno come una derivazione capovolta della concezione del denaro avvenuta presso il mondo ebraico : la moneta che si trasforma da mezzo di equilibrio sociale nella prima epoca mosaica, a strumento di sopraffazione e strangolamento dei popoli a tutto vantaggio, prima- del tessuto sociale ebraico, divenuto supremazionista, e poi - divenuta strumento sempre più sfuggente ed invisibile- strumento di dominio del potere bancario e finanziario transnazionale. Il ruolo della dottrina sociale della Chiesa nella Storia per frenare il dilagare del potere di Usura. Un libro coinvolgente, non conformista e che induce a riflettere sfuggendo dai luoghi comuni “ monetaristi” e materialisti del Pensiero Unico. Il volume si chiude con la supplica alla Madonna di Fatima scritta da Giacinto Auriti, ben conscio che la lotta contro il potere usuraio è una lotta contro le potenze spirituali del Male e necessita dell’ aiuto divino per essere vincente, non essendo possibile vincere il malefico serpente con le sole forze umane. A titolo di curiosità, sapevate che negli anni ' 70 l' insieme delle " divise" monetarie più importati e il loro oscillare di valore veniva chiamato dai soliti gnomi della tribù finanziaria il " serpente monetario" ? Numerose illustrazioni di tema medievale abbelliscono un volume essenziale. Nota introduttiva dell’ Editore. Terza edizione a cura delle Edizioni della Lanterna.
INDIRIZZO PER ACQUISTARE IL LIBRO :
giovedì 20 aprile 2023
L'ANTINAZIONE CELEBRA. NOI NO!
L'ANTINAZIONE CELEBRA. NOI
NO!
70 ANNI FA NELLA MALEDETTA PRIMAVERA DEL 1945:
ECCIDI INAUDITI STERMINIO, SANGUE A RIVOLI
SULLE ROVINE MORALI E MURARIE DELLA PATRIA. UN'OFFERTA
MERCENARIA AI NEMICI ANGLO-RUSSI AMERICANI, NEL TRIPUDIO
DI UNA"LIBERAZIONE" CHE NON HA LIBERATO ALCUNCHE'.
SOLO UN ESPEDIENTE AL FINE DI CATTURARE I CRETINI DI
MENTE, STRUMENTI VALIDISSIMI PER LA
NOSTRA SCONFITTA MILITARE.
GLI OPERATORI PASSATI ED ODIERNI DEL RUOLO "LIBERATORIO"
MONTANO IMPERTERRITI LA GUARDIA
DINNANZI AGLI HAREM DELLE VERITA' PROSTITUITE, DELLE
MENZOGNE DISCINTE PER IL CONCUBINAGGIO
CON LA CORRUZZIONE POLITICA, LA PIU' RAFFINATA, LA PIU'
PROFONDA, LA PIU' COMPLETA.
INVASATI DI LIBIDINE ANTINAZIONALE, SONO REFRATTARI AD
OGNI RICHIAMO DI CIVILTA, DI SVILUPPO.
mercoledì 29 marzo 2023
DEMOCRAZIA DEL LAVORO
DEMOCRAZIA DEL LAVORO
DAL BORDELLO NEL QUALE SIAMO STATI GETTATI A SEGUITO DELLA SCONFITTA (SI BADI BENE: SCONFITTA MILITARE, NON DELLE IDEE) DEL 1945, C’E’ UNA VIA D’USCITA?
“Tugwell e Moley, incaricati alla ricerca di un metodo di intervento pubblico e di diretto impegno dello Stato che, senza distruggere il carattere privato del capitalismo, ne colpisse la degenerazione e trasformasse il mercato capitalistico anarchico, asociale e incontrollato, in un sistema sottoposto alle leggi e ai principi di giustizia sociale e insieme di efficienza produttiva”.
MURA, PALADINI, PALAGIANO, PALOMBA, PIFFARI, PORCINO, RAZZI, ROTA,
SCILIPOTI, ZAZZERA.
Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera: Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il
parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la
vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità. Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del
giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha
creato con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di
ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati.
Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato,che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini
Non ne hanno dato notizia né radio, né giornali, né TV OVVIAMENTE. Facciamola girare noi!!!
domenica 12 marzo 2023
DA GARIBALDI ALLA MELONI
Da Garibaldi alla Meloni
Nell'ascoltare le tante interviste di Giorgia Meloni, che imperversa sulle TV come i suoi predecessori che tanto criticava proprio per questo, ci era sorto il dubbio che fosse un po' egocentrica.
Avevamo infatti notato che, se nelle interviste prima delle elezioni usava normalmente il pronome “noi”, adesso invece usa spesso il pronome “io”, mentre sarebbe più appropriato continuare con il “noi”, visto che parla come Capo di un Governo ed è Capo di un Partito e guida di una coalizione di Governo ma ora, le sue recenti dichiarazioni alla manifestazione a Milano di Fratelli d'Italia in vista delle imminenti elezioni regionali in Lombardia, ci hanno tolto ogni dubbio.
La Meloni, dopo aver detto “abbiamo scritto la Storia. Ora scriviamo il futuro dell'Italia”, ha proseguito dicendo “non voglio utilizzare esempi più grandi di me, però confesso che in questi giorni mi viene spesso in mente la frase che fu attribuita a Giuseppe Garibaldi “qui o si fa l'Italia o si muore””.
Per la precisione, Giuseppe Garibaldi avrebbe detto la famosa frase il 15 maggio 1860 a Calatafimi (TP), rivolto a Nino Bixio in risposta ai timori di quest'ultimo che fosse impossibile resistere alla preponderanza delle truppe Borboniche.
La Presidente del Consiglio ha sì precisato di “non voler utilizzare esempi più grandi di lei”, ma quella di accostare le drammatiche e fiere parole di Garibaldi, nel mezzo di una dura battaglia nella quale si decidevano i destini dell'Italia, alla navigazione politica del Governo di centrodestra, ci sembra veramente troppo.
Anche perchè il suo Governo e la sua maggioranza non sono composti da eroici “Garibaldini”, ma da politici che, senza offesa, non danno l'impressione di essere pronti a morire per l'Italia, perché le loro battaglie patriottiche al massimo sono quelle per la conquista delle poltrone ministeriali o degli Enti e delle Aziende di Stato.
Crediamo quindi che la Presidente del Consiglio, anziché cimentarsi in voli pindarici sul patriottismo e scomodare Garibaldi, dovrebbe cominciare a dire come pensa di risolvere i tanti problemi e le emergenze che gravano sull'Italia, cominciando dalle riforme necessarie per ottenere tutti i fondi europei del PNRR, riforme sulle quali la sua maggioranza è tuttora divisa : Giustizia, Concorrenza, Fisco, Pensioni, Semplificazioni e Transizione ecologica.
Infatti, dalle parti del Centrodestra, per ora si sente parlare solo di Presidenzialismo, di Autonomia Regionale, di riforma delle intercettazioni, di lotta alle Ong, di concessioni balneari, di futuri condoni, mentre non si parla della drammatica situazione della Sanità, di quella della Scuola sempre più Cenerentola della situazione, di una vera “riduzione del cuneo fiscale” visto che i nostri salari e stipendi sono tra i più bassi in Europa, del salario minimo per il quale siamo tra le poche Nazioni che non l'hanno ancora introdotto, della Previdenza e del crescente divario sociale.
In compenso ritornano le critiche all'Unione Europea, che però all'Italia ha dato la quota più grande dei fondi del PNRR e sono ripresi gli attacchi alla BCE, che ci ha tenuto in piedi per anni e che dovendo contrastare l'inflazione non può continuare ad acquistare titoli di debito di nazioni come l'Italia che, per rimborsarli alla scadenza, deve emetterne altri, così che il nostro debito pubblico anziché diminuire aumenta.
Il tempo dei pigli decisionisti e dei proclami propagandistici è finito, adesso ci vogliono i fatti, perché l'alibi che tanto il Governo ha davanti 5 anni di tempo (pia illusione !) non regge, perché i problemi e le emergenze non aspettano.
Adriano Rebecchi Martinelli
martedì 21 febbraio 2023
CHI E’ GIORGIA MELONI
CHI E’ GIORGIA MELONI
Negli incontri televisivi e nelle interviste si spaccia per quella che è coerente, fedele e priva di interessi, quella che aderisce alla politica solamente per “Motivi etici”, per quella che non rinuncia alle proprie convinzioni per fare carriera.
Nella vita pratica NON è proprio così…come dimostra un suo breve curriculum..
Entra in politica iscrivendosi al Fronte della Gioventù, il movimento giovanile del MSI che, come tutti sanno era un partito neofascista che si ispirava in modo particolare al Fascismo della R.S.I.
Dopo il congresso di Fiuggi, quando Fini iscariota abiura le sue precedenti convinzioni e dichiara essere l’antifascismo uno dei suoi valori ispiratori, essa lo segue senza traumi psicologici né tentennamenti ideologici con una bella giravolta di 360° pur di conservare la sua posizione e le sue prospettive di carriera politica.
Si allea e sostiene il PDL del pregiudicato per reati comuni Silvio Berlusconi e diventa ministro per la gioventù nel suo governo.
Abbandona AN, dove le prospettive erano scarse ed entra nel PDL dove però la concorrenza è fortissima e la lotta per i primi posti è al coltello.
Per questi motivi, con la scusa che Berlusconi rifiutava di fare le primarie ( ma quando mai Berlusconi aveva programmato le primarie..! ) esce dal PDL e fonda un suo partito denominato Fratelli d’Italia che però resta saggiamente alleato del PDL..!
Se questa è coerenza, etica e politica come missione allora “Cicciolina” è una pudica verginella…!
Alessandro Mezzano










