Occupazione in Italia
Ma quella del Governo è vera gloria?
Nei suoi oramai quasi quattro anni del suo Governo la Meloni ha più volte ricordato ed esaltato il crescente numero di occupati registrato in Italia che sono arrivati al 63,4% della popolazione di riferimento (quella compresa nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni).
E' sicuramente positivo che in Italia l'occupazione abbia continuato a crescere, dopo la battuta d'arresto dovuta alla pandemia, ma è una una crescita che andrebbe analizzata per vedere luci e ombre, non solo per sfruttata per propaganda politica.
Intanto bisogna precisare che, nelle periodiche rilevazioni dell'ISTAT, è considerato occupato “la persona che nella settimana di riferimento abbia avuto almeno un'ora di lavoro retribuito”, metodo questo che fa considerare occupati anche coloro che svolgono soltanto lavori molto saltuari o minimi.
Poi per una reale valutazione della crescita occupazionale in Italia è necessario fare l'inevitabile raffronto con le altre Nazioni europee.
Come già scritto, ad aprile 2026 il tasso di occupazione in Italia si è attestato al 63,4% (con un modesto calo dello 0,3% su base annua).
Ebbene con questo 63,4% di occupati l'Italia si colloca agli ultimi posti tra le Nazioni europee, superata persino da Paesi che in passato hanno dovuto superare gravissime crisi.
Questa la classifica europea degli occupati al 31 marzo 2026
Grecia 91,7%
Paesi Bassi 82,4%
Malta 79,8%
Germania 77,7%
Cipro 77,2%
Danimarca 76,6%
Repubblica Ceca 75,7%
Austria 74,6%
Irlanda 74,5%
Lituania 73,8%
Polonia 73,2%
Slovenia 73,0%
Slovacchia 72,6%
Norvegia 69,6%
Francia 69,4%
Finlandia 69,2%
Croazia 68,7%
Svezia 68,5%
Estonia 68,1%
Lussemburgo 68,0%
Belgio 67,3%
Portogallo 65,6%
Ungheria 65,0%
Lettonia 64,8%
ITALIA 63,4%
Romania 62,6%
Bulgaria 53,1%
Spagna 52,4%
Come si vede le uniche nazioni europee che hanno una percentuale di occupati inferiore a quella dell'Italia sono Romania, Bulgaria e Spagna.
La media delle percentuali degli occupati delle 20 Nazioni dell'Area Euro è del 70,9%, quindi l'Italia è al di sotto dell'8,5% di questa media.
Sono diversi i fattori per i quali l'Italia è tutt'ora in fondo alla classifica degli occupati, dal “lavoro femminile”, in Europa le donne che lavorano sono in media circa il 70% mentre nel nostro Paese arrivano si è no al 50%, al problema dei “giovani” il cui tasso di occupazione è tra i più bassi d'Europa.
Infine c'è l'annoso problema del divario tra Nord e Sud, perché se nel settentrione la percentuale di chi lavora si avvicina alla media europea del 70%, al meridione resta ancora solo attorno al 45%.
Come si vede l'occupazione che cresce in Italia è sicuramente un dato certo e positivo, ma il Governo non può limitarsi ad esaltarlo e sfruttarlo propagandisticamente perché, come per i salari e gli stipendi, le altre Nazioni europee corrono, mentre l'Italia arranca.

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