Il sistema sanitario del Fascismo
E' rimasto in vigore fino al 1978
Verso la fine dell'800 le condizioni sociali ed economiche degli Italiani, specie al Meridione, erano tra le più arretrate in Europa e l'assistenza sociale era principalmente fornita dalle Opere Pie legate alla Chiesa e dalle Associazioni mutualistiche.
Nel 1888 veniva varata la Legge sull'Igiene e la sanità pubblica che dava avvio alla “Sanità pubblica”, legge con la quale lo Stato estendeva il suo controllo sulle Opere Pie e, successivamente con la legge Crispi del 1890, venivano create le IPAB – Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza, Enti che gestivano la carità, i ricoveri per i poveri e l'assistenza sanitaria di base per i malati e gli infermi privi di mezzi.
Il Fascismo con il Regio Decreto del 1923 riformava gli Ordinamenti sanitari, estendeva il controllo statale e avviava l'accentramento e la razionalizzazione delle migliaia di IPAB esistenti.
A regime circa 1/3 della popolazione italiana godeva dell'assistenza sanitaria mutualistica gratuita rivolta ai lavoratori dipendenti del settore privato e ai loro familiari, c'erano poi gli iscritti agli “elenchi dei poveri ” che venivano curati dallo Stato, dagli Enti locali e dalle Opere Pie e, infine, i “benestanti” che erano esclusi dal sistema e si pagavano le prestazioni mediche autonomamente.
Nel 1933 le Casse mutue di malattia in essere erano 1978 nell'industria, 7 nell'agricoltura, 14 nei Trasporti, 11 per i portuali e 5 per i telefonici.
Nel 1934, anno nel quale a Roma era stato inaugurato il monumentale palazzo dell'Istituto Superiore di Sanità (allora Istituto di Salute Pubblica), con il Regio Decreto n.1265 del 27 luglio, veniva approvato il Testo Unico delle Leggi Sanitarie, un'opera monumentale composta da 394 articoli le cui norme sono rimaste in vigore fino al 1978.
Anche nei Comuni montani più disagiati era garantita la presenza di un Medico condotto e di una levatrice.
Nel 1938, con Regio decreto, veniva avviata la riforma del “Servizio Ospedaliero Pubblico” con il riordino dei Servizi sanitari e del personale sanitario degli ospedali.
Il Regime promuoveva anche una vasta opera di edilizia sanitaria e, nel 1936, si contavano in Italia 1.474 tra Ospedali e Sanatori.
Solo nella città di Roma venivano costruiti 6 nuovi Ospedali :
1928-1929 – Sanatorio Cesare Battisti (oggi Villa Maraini) -
1929-1931 – Ospedale del Littorio (oggi Ospedale San Camillo) -
1933 – Ospedale S.Eugenio -
1934-36 – Istituto Benito Mussolini (oggi Ospedale Forlanini) -
1936 – Ospedale Lazzaro Spallanzani (Istituto Nazionale Malattie infettive) -
1941 – Ospedale Principe di Piemonte (Ospedale Psichiatrico Provinciale).
Durante il Ventennio erano stati inoltre creati una serie di Enti Pubblici contro le malattie specifiche o a favore di gruppi sociali svantaggiati :
1923 - l'Unione Italiana Ciechi.
1925 - l'ONMI - Opera Nazionale per la protezione della Maternità e l'Infanzia (rimasta fino al 1975).
1926 - misure per il controllo sanitario della “prostituzione” e la lotta alla diffusa piaga della sifilide.
1927 – I Consorzi Provinciali Antitubercolari che operavano attraverso i “Sanatori”(ospedali destinati ai malati di tubercolosi) e i “Dispensari” (per la prevenzione e la diagnosi precoce). Nel 1940 si contavano 60 Sanatori con 18.000 posti letto e circa 500 Dispensari e la mortalità per tubercolosi, che nel 1922 era stata di 59.887 decessi, si era ridotta a 33.250 decessi.
1928 - Con la “bonifica integrale” veniva avviata la lotta alla “malaria” (quest'ultima nel 1922 faceva circa 4.000 morti all'anno che dieci anni dopo erano scesi sotto i 1.000).
1929 - l'Opera Nazionale per gli Orfani di Guerra.
1932 - l'Ente Nazionale per la Protezione e l'Assistenza ai Sordomuti.
1933 - l'INFAIL- Istituto Nazionale Fascista per l'Assicurazione contro gli infortuni sul Lavoro (oggi INAIL).
1933 - l'INFPS –Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale (oggi INPS).
1941 - l'ENAOLI – Ente Nazionale Assistenza Orfani Lavoratori Italiani morti per infortunio.
1942 - l'ENPAS – Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Dipendenti Statali.
1943 - l'INAM – Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro le Malattie (rimasto fino al 1978).
In sostanza il Servizio Sanitario fascista ed i servizi essenziali, pur nella propagandistica cornice di una medicina che si voleva “nazionale, italica e corporativa”, venivano così forniti a tutta la popolazione e l'Italia si adeguava ai Paesi europei più moderni.
Furono anche diversi i Medici e Ricercatori Scientifici, spesso autorevoli, che nel 1925 avevano aderito al “Manifesto degli intellettuali fascisti”.

