Appesi al Board
Il sempre più delirante Presidente Usa Donald Trump, ha deciso quelli che secondo lui devono essere i nuovi equilibri geopolitici, cioè la nuova architettura del mondo.
Ha così costituito a tambur battente il “Board of Peace” (Asse della Pace) al quale possono aderire i Paesi invitati dallo stesso Trump, i quali per avere il seggio devono versare la quota di un miliardo di dollari (poco meno di un miliardo di euro) e la cui partecipazione può essere accettata o revocata dallo stesso Trump.
Il Board dovrebbe essere una “organizzazione internazionale che mira a promuovere la stabilità e a garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti”.
Il pretesto per la sua creazione è stato l'iniziativa di pace per Gaza, anche se per la verità nelle otto pagine del documento fondativo la parola Gaza non compare mai.
E' quindi evidente che il Board ha un progetto ben più ambizioso, cioè quello di sostituire o sovrapporsi all'Onu-Organizzazione delle Nazioni Unite - che non ha mai goduto delle simpatie di Trump che l'ha definita “una scala mobile bloccata e capace solo di scrivere parole vuote”.
Sull'incapacità dell'Onu di risolvere le crisi mondiali abbiamo già scritto in passato, spiegando anche qual è il vero limite dell'Onu sul quale tanti svicolano e cioè che le cinque Nazioni vincitrici della Seconda Guerra mondiale hanno il “diritto di veto” e ciascuna di loro può quindi bloccare qualunque risoluzione approvata dalle altre 188 Nazioni.
Infatti, nei decenni l'Onu è stata spesso paralizzata nelle sue decisioni proprio da quel “diritto di veto”, posto volta a volta soprattutto dalle tre principali Nazioni vincitrici e cioè Usa, Russia e Cina.
Adesso Trump, tra un delirio e l'altro, ha deciso di creare una sua Onu personale, nella quale il “diritto di veto” spetterà solo a lui padre fondatore e Capo.
Ovviamente nel Board sono stati invitati quasi tutti i Paesi arabi e orientali che stanno facendo affari con Trump, compresi quelli dove la libertà e la democrazia scarseggiano, è stata invitata Israele di Netanyahu responsabile dei massacri di Gaza, sono stati invitati i Paesi sovranisti come l'Argentina di Milei e l'Ungheria di Orban e sono stati invitati Paesi notoriamente amanti della pace come la Russia di Putin e la Bielorussia di Lukasenko.
Proprio l'equivoca compagnia ha fatto sì che le principali Nazioni europee, seppure invitate, hanno rifiutato di aderire, persino il Regno Unito tradizionale alleato degli Usa.
L'Italia invece ha preso la solita posizione attendista, anche se Trump ha detto che : “Meloni mi ha detto che vuole disperatamente entrare a far parte del mio Board of Peace”.
La Presidente del Consiglio italiana, dopo essersi augurata che a Trump venga assegnato il prossimo Premio Nobel per la Pace (sic!), al momento sta temporeggiando, adducendo problemi di “incompatibilità costituzionale” ma, in realtà, Giorgia Meloni sta valutando come superare le eventuali obiezioni della Presidenza della Repubblica ed il temuto inevitabile passaggio parlamentare che deve approvare l'adesione e, non ultimo, il fatto che entrando nel Board l'Italia si metterebbe ancora una volta in pesante contrasto con le principali Nazioni europee, che hanno già nettamente declinato l'invito di Trump.
Quello che si sta delineando non è un “nuovo ordine mondiale”, ma un “disordine mondiale”, le cui prime vittime saranno gli Ucraini, i Palestinesi, i Groenlandesi, l'Europa e, contrariamente a quello che spera la Meloni, anche l'Italia, perché il mondo rischia di passare dalla padella dell'Onu alla brace del Board of Peace di Trump.
Adriano Rebecchi Martinelli

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