Piano Kalergi: la grande sostituzione etnica dei popoli europei. Paolo Germani
I contenuti del Piano Kalergi
Il Piano Kalergi, così come viene comunemente inteso, è un piano volto a sostituire la popolazione europea con popolazioni provenienti da altri continenti, soprattutto Asia e Africa. L’obiettivo del piano è quello di indurre una profonda trasformazione nei popoli europei, fino a privarli completamente della loro identità nazionale, religiosa e culturale, rendendoli in questo modo più docili e malleabili, creando in seguito imponenti fenomeni migratori. Una vera e propria sostituzione etnica per ottenere una nuova Europa, senza identità, da fondere in un unico grande stato sottoposto al controllo di enti sovranazionali. Questi ultimi non eletti dal popolo, ma saldamente in mano alla grande finanza mondialista, che di fatto verrebbe a governare e controllare l’Europa.Articolazione del Piano Kalergi
Il Piano Kalergi si articola nelle seguenti fasi fondamentali:- Avviare un processo di disgregazione socio-culturale e religiosa delle popolazioni europee inducendo il fenomeno della denatalità.
- Progressiva sostituzione delle popolazioni autoctone con popolazioni provenienti da altri luoghi.
- eliminazione dei confini tra i vari stati europei e creazione degli Stati Uniti d’Europa;
- graduale passaggio del potere dal popolo ad enti sovranazionali sottoposti al controllo della grande finanza mondialista.
1. Disgregazione socio-culturale e religiosa, denatalità
La disgregazione socio-culturale e religiosa dei popoli europei è necessaria per fiaccare ogni resistenza al cambiamento e per indurre un innaturale processo di denatalità. Vanno in questa direzione le seguenti trasformazioni sociali e culturali indotte dai regimi europei e dai mass media collusi:- pornografia diffusa in modo capillare a tutti i livelli;
- diffusione della droga tra gli adolescenti;
- eliminazione dei valori caratteristici della nostra tradizione culturale, quali ad esempio il matrimonio e la famiglia;
- allontanamento dalla religione cristiana e dai suoi valori fondanti;
- promozione di una cultura individualista ed egocentrista;
- disimpegno sociale;
- promozione della cultura del divertimento;
- diffusione del gioco d’azzardo;
- diffusione di aborto e mezzi contraccettivi;
- emancipazione della donna con impegno lavorativo pari a quello dell’uomo;
- induzione di pessime abitudini alimentari e di una situazione di perenne stress che portano come conseguenza la drastica diminuzione del numero di spermatozoi degli uomini in età fertile ed un incremento esponenziale dell’infertilità della donna;
- dilagante promozione della sessualità LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender).
L’indebolimento culturale dei popoli europei è davanti agli occhi di tutti. In Italia è emblematico il progressivo smantellamento del sistema scolastico pubblico, un tempo di ottima qualità, oppure l’assenza di proposte culturalmente rilevanti nella programmazione televisiva pubblica. Un popolo ignorante è più facile da gestire.
2. Progressiva sostituzione delle popolazioni autoctone con popolazioni provenienti da altri luoghi
E’ sotto gli occhi di tutti quello che sta succedendo in Italia, e non solo. Non occorre nemmeno dilungarsi a commentare, basta guardare i barconi con migliaia di africani che giungono quasi ogni giorno sulle nostre coste (anzi, andiamo a prenderli). Vale la pena però sottolineare quanto segue:- i governi europei non fanno nulla per stabilizzare le zone da cui provengono i migranti, anzi, fomentano le guerre e intervengono militarmente, peggiorando la situazione;
- c’è addirittura chi finanzia le associazioni che aiutano i migranti ad attraversare il tratto di mare che separa l’Italia dalla Libia. Stiamo parlando ancora di George Soros, tanto per intenderci;
- alcuni politici, ad esempio Laura Boldrini, ma non solo lei, spingono per la migrazione selvaggia;
- la Chiesa, e Papa Francesco in primis, preme per aprire tutte le porte ai migranti;
- i permessi di soggiorno facili, i ricongiungimenti familiari generosi e l’elevato tasso di natalità degli stranieri dice molto su quale sia la volontà politica del regime;
- tutti i media mainstream sono favorevoli all’immigrazione. Chi la rifiuta viene definito ottuso e razzista.
3. Integrazione ed eliminazione dei confini, creazione degli Stati Uniti d’Europa
L’eliminazione dei confini nazionali e la creazione degli Stati Uniti d’Europa sono progetti che stanno andando avanti da molti anni e difficilmente potranno essere arrestati. Non occorre prodigarsi per commentare questa parte del piano Kalergi. In pochi decenni siamo passati da una semplice area di libero scambio ad un’area di profonda integrazione economica, finanziaria e monetaria. All’inizio circolavano liberamente soltanto le merci, poi i capitali e infine le persone. L’Unione Europea conta oggi 28 paesi membri, di cui 19 hanno adottato l’euro. Quanto manca per fondare gli Stati Uniti d’Europa e completare questa parte del piano?4. Perdita di sovranità e governo della grande finanza
La cessione di sovranità nazionale è un problema dibattuto da molti anni. La famigerata Troika è ad esempio composta da Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e Commissione Europea. Nessuno di questi tre organismi è eletto dal popolo. I primi due sono in mano alla grande finanza internazionale ed esercitano un immenso potere su tutte le economie europee. Ma non sono solo questi gli organismi sovranazionali non eletti che condizionano la politica e l’economia. Ce ne sono molti altri, non meno influenti. Basti pensare alla potente Banca per i Regolamenti Internazionali, l’ONU, la FAO, la Banca Mondiale, l’UNESCO, l’UNICEF, l’OMS nel campo sanitario, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), le agenzie di rating. Tutti organismi sovranazionali non eletti che dettano regole e non si sa bene quali interessi rappresentino.Una cosa è certa. La grande finanza internazionale ha saldamente in mano le redini economiche e finanziarie di tutti i paesi occidentali e può fare ovunque il bello e il cattivo tempo. A scanso di equivoci, ricordiamo che la grande finanza non controlla soltanto enormi patrimoni, ma controlla soprattutto la fonte stessa della ricchezza: sono loro quelli che hanno il potere di creare denaro dal nulla per acquistare attività economiche e immobiliari, speculare in borsa o sui mercati, creare indebitamento e dipendenza economica. Il loro potere è totale.
Chi era il Conte Kalergi
Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi è stato un politico e filosofo austriaco, fondatore dell’Unione Paneuropea ed è stato il primo a proporre un progetto di Europa unita. Nato a Tokio nel 1894, dove suo padre Heinrich era ambasciatore per conto dell’Impero Austro-Ungarico. Sua madre, Mitsuko Aoyama, discendeva da una nobile famiglia giapponese di Samurai. Cresciuto in Boemia, completò gli studi ginnasiali e universitari a Vienna. Nel 1915 sposò Ida Roland, un’attrice di origini ebraiche che ebbe grande influenza sulle sue idee politiche. A seguito della Grande Guerra e del collasso dello Stato asburgico, Coudenhove-Kalergi assunse dapprima la cittadinanza cecoslovacca per poi naturalizzarsi francese.Non stiamo parlando di una persona qualsiasi quindi, ma di un cosmopolita in piena regola. La sua opera fondamentale si intitola Praktischer Idealismus” ed è stata pubblicata nel 1925, col contributo finanziario di Louis Rothschild e Max Warburg così come di Robert Bosch, ricco industriale di Stoccarda.
Le idee di Kalergi
Kalergi pensava che in un futuro più o meno lontano il mondo dovesse essere abitato da una popolazione meticcia, simile a quella che abitava l’antico Egitto, formata da incroci tra popolazioni europee, africane ed asiatiche. Non ha mai espresso parole di disprezzo per questo tipo di popolazione, come spesso si legge in false traduzioni o in frasi estrapolate da un contesto in cui avevano un significato completamente diverso. Questo è facilmente comprensibile: lo stesso Kalergi era multietinico e multiculturale.Egli pensava che questo processo di integrazione potesse essere in qualche modo accelerato, anticipando i tempi. Pensava anche che la prima fase di integrazione potesse essere guidata dagli ebrei, popolo che Kalergi aveva in grandissima considerazione, come si evince da questo breve passaggio tratto da Praktischer Idealismus:
“La posizione di rilievo che oggi detengono gli ebrei, è dovuta soltanto alla loro superiorità intellettuale, che li rende capaci di battere nella competizione intellettuale un’immensa quantità di rivali, pieni d’odio e d’invidia. L’antisemitismo moderno è uno dei tanti fenomeni di reazione del mediocre contro l’eccellente; è una forma moderna di ostracismo riversata contro un intero popolo. Come popolo, gli ebrei vivono l’eterna lotta della quantità contro la qualità, dei gruppi inferiori contro individui superiori, delle maggioranze inferiori contro le minoranze superiori.
Die prominente Stellung, die das Judentum heutzutage innehat, verdankt es allein seiner geistigen Überlegenheit, die es befähigt, über eine ungeheuere Übermacht bevorzugter, gehässiger, neidischer Rivalen im geistigen Wettkampf zu siegen. Der moderne Antisemitismus ist eine der vielen Reaktionserscheinungen des Mittelmäßigen gegen das Hervorragende; ist eine neuzeitliche Form des Ostrakismus, angewandt gegen ein ganzes Volk. Als Volk erlebt das Judentum den ewigen Kampf der Quantität gegen die Qualität, minderwertiger Gruppen gegen höherrvertige Individuen, minderwertiger Majoritäten gegen höherwertige Minoritäten (rif. “Praktischer Idealismus”, pag. 52).
Piano Kalergi, conclusioni
Egli nutriva grande stima e apprezzo per gli ebrei, che considerava culturalmente più evoluti. Dal suo punto di vista, era quindi logico che fossero gli ebrei a guidare il cambiamento della società. Non un dominio, bensì una guida temporanea. Un proprio visionario.Il famigerato Piano Kalergi non è sicuramente attribuibile al Conte Kalergi. Molte frasi che si leggono in vari siti internet sono state malamente estrapolate dal contesto dei suoi libri o tradotte in modo scorretto. E’ profondamente ingiusto che un piano così subdolo e violento, come di fatto è il Piano Kalergi, porti proprio il suo nome. Sarebbe più corretto chiamarlo “Piano per la grande sostituzione etnica” o semplicemente “La grande sostituzione“.
All’evidenza, questo piano, comunque lo si voglia chiamare, esiste per davvero e ne stiamo pagando le conseguenze.
di Paolo Germani
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