martedì 12 settembre 2017

AVEVAMO RAGIONE..!!!

AVEVAMO RAGIONE..!!!


Avevamo ragione noi.
Quando predicavamo inascoltati ed accusati di bieco ed ottuso conservatorismo fascista, la supremazia del sangue contro l’oro, dello spirito contro la materia, dell’intelletto contro la forza, avevamo visto giusto ed ora, nonostante la vittoria nella grande guerra dell’oro contro il sangue, le cose vanno inevitabilmente delineandosi come noi le avevamo descritte e temute e le proporzioni del fenomeno superano di gran lunga la pertinenza della politica imponendosi di forza nella vita degli uomini e del pianeta Terra!
La corsa sfrenata verso il massimo profitto, figlia della vittoria dell’oro contro il sangue, ha portato a produrre e produrre beni ben al di là delle necessità reali lasciando, come inevitabile effetto collaterale, un inquinamento generale che a sua volta ha prodotto variazioni climatiche che si stanno rivelando veri e propri disastri ambientali e che, proseguendo su questa strada e posto che già non si sia oltrepassato il “punto di non ritorno”, uccideranno la vita sul pianeta..!!
Non predicavamo una nostra particolare visione della vita, ma avevamo semplicemente  individuato quale fossero le leggi di natura che stabiliscono gli equilibri entro i quali è possibile la vita, in armonia con le leggi della natura.
La becera ignoranza del materialismo che non vede oltre gli egoismi personali, non ha mai capito quali fossero quegli equilibri invalicabili ed ora tutta l’umanità, compresi coloro che avevano capito, sono nella stessa barca che sta facendo acqua e che sta per affondare..!
Sarebbe stato possibile ridurre i profitti al di sotto della soglia del pericolo per il sistema climatico.
Sarebbe stato possibile mantenere livelli di benessere compatibili con gli effetti collaterali di una super produzione.
Sarebbe stato possibile, come lo è stato per tutti i secoli addietro della storia dell’umanità, vivere senza sciupare, senza rovinare, senza distruggere quelle stesse fonti che permettono la vita!
Oggi anche gli ottusi epigoni del materialismo stanno pian, piano comprendendo, anche alla luce degli evidenti fenomeni negativi che la natura ci propone quotidianamente, che la strada percorsa era una strada cattiva che ci sta portando al disastro.
Speriamo che la  comprensione del problema sia sufficiente ad una azione forte e pronta per tentare di riparare, sempre che, come già detto, non si sia superato il “punto di non ritorno”..!!
Alluvioni, terremoti, cicloni, desertificazioni, scioglimento dei ghiacci perenni, sono le estremizzazioni del clima terrestre che mai come oggi si sono verificati e che sono il risultato di cambiamenti provocati dall’Uomo contro la natura e contro se stesso..!
Avere ragione non ci consola perché anche noi siamo vittime della stessa stupidità che sta portando l’uomo al proprio suicidio collettivo.
Si potrebbe forse sperare in una tardivo ravvedimento, ma la nostra esperienza ci suggerisce che la stupidità e l’ignoranza la vincono quasi sempre sulla ragione e sul buon senso.
Mala tempora currunt…..!!!!

Alessandro Mezzano

                                                                                                                                                 

sabato 9 settembre 2017

SIAMO NELLA CACCA!

SIAMO NELLA CACCA! D’ALTRA PARTE DA QUESTA “REPUBBLICA NATA DALLA RESISTENZA COSA TI POTEVI ASPETTARE”?

di Filippo Giannini
 
Da dove comincio?
Da Cristoforo Colombo?
Perché non se ne è stato a casa?
Da Colombo un saltino alla Dottrina Monroe, sarebbe necessario; ma diverrebbe un discorso troppo lungo.
Allora partiamo da oggi: inizio questo articolo ai primi di giugno 2014, giorno dei Ludi Veneziani, dove, tanto per cambiare, sono stati arrestati alcuni politici, e di nuovo tanto per cambiare, intenti a rubare.
Nulla di nuovo sotto il cielo di questa Repubblica nata dalla Resistenza.
 
Ma da qualche parte debbo pur iniziare, e allora ricordiamo quanto ebbe a dire l’ineffabile Woodrow Wilson (non lo ricordate?) in una lezione alla Columbia University nell’aprile 1907; quando rivolgendosi a giovani studenti americani, dichiarò:
Immaginate cosa sarebbe accaduto se queste parole fossero state pronunciate da un Mussolini o da un Hitler. Ma adiamo avanti.
Nessuna meraviglia: quest’opera di falsificazione è un tipico dei servizi inglesi e statunitensi che mirano di fare apparire il contrario di ciò che è nella realtà.
Questi metodi tendono a rendere l’Italia un paese completamente soggiogato ad un sistema mafioso e criminale, come poi è avvenuto, al potere finanziario.
Andiamo avanti e facciamo un saltino sino al 2 giugno 1992 e saliamo sul panfilo Britannia (da http://alfredodecclesia.blogspot.it/): Il Britannia), in navigazione lungo le coste siciliane.
Sul panfilo c’erano alcuni appartenenti all’elite di potere anglo-americana, come i reali britannici e i grandi banchieri ai quali si rivolgerà il governo italiano durante la fase delle privatizzazioni (Merrill Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers).
In quella riunione si decise di acquistare le aziende italiane e la Banca d’Italia, e come far crollare il vecchio sistema politico per insediarne un altro, completamente manovrato dai nuovi padroni.
A questa riunione parteciparono anche diversi italiani, come Mario Draghi, allora direttore delegato del Ministero del Tesoro, il dirigente dell’Eni Beniamino Andreatta e il dirigente dell’Iri Riccardo Galli.
Fra i complici italiani possiamo trovare l’ex ministro del Tesoro Piero Barocci, l’allora Direttore di Bankitalia Lamberto Dini e l’allora governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi.
Alcune autorità italiane (come Dini) fecero il doppio gioco: denunciavano i pericoli ma in segreto appoggiavano gli speculatori.
Gli intrighi decisi sul Britannia avrebbero permesso agli anglo-americani (come sta avvenendo, nda) di mettere le mani sul 48% delle aziende italiane, fra le quali c’erano la Buitoni, la Locatelli, la Negroni, la Ferrarelle, la Perugina e la Galbani (…).
Nel giugno 1992 si insediò al governo Giuliano Amato. Un personaggio in armonia con gli speculatori che ambivano ad appropriarsi dell’Italia.
Infatti Amato, per iniziare le privatizzazioni, si affrettò a consultare il centro del potere finanziario internazionale: le tre grandi banche di Wall Street, Merrill Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers.
Appena salito al potere, Amato trasformò gli Enti statali in Società per azioni, valendosi del decreto Legge 386/1991, in modo tale che l’elite finanziaria le potesse controllare, e in seguito rilevare.
L’inizio fu concertato dal Fondo Monetario Internazionale che, come aveva fatto in altri paesi, voleva privatizzare selvaggiamente e svalutare la nostra moneta, per agevolare il dominio economico-finanziario dell’elite (…).
Le reti della Banca Rothschild, attraverso il direttore Richard Katz, misero le mani sull’Eni (un gioiello mussoliniano, ndr), che venne svenduta.
Il gruppo Rothscild ebbe un ruolo preminente anche sulle altre privatizzazioni, compresa quella della Banca d’Italia (…).
“Dietro tutto questo c’era l’elite economico finanziaria (Morgan, Schiff, Harriman, Kahn, Warburg. Rockefeller, Rothschild ecc), che ha agito preparando un progetto di devastazione dell’economia italiana e lo ha attuato valendosi di politici, di finanzieri e di imprenditori (…).
   Come siamo arrivati a questo?
Per una risposta più prossima alla verità, ci dobbiamo spostare alla metà degli anni ’30 dello scorso secolo.
   Proviamo ad approfondire. Nel novembre 2011, sia l’Italia che la Grecia hanno subito un golpe bianco, senza che i rispettivi popoli ne abbiano preso conoscenza.
Chi sono gli autori del golpe bianco? Il governo tecnico di Papademos in Grecia, e il governo tecnico di Monti in Italia.
Quelle famiglie che il fascismo ha tentato di combattere.
Tutto ciò era stato ben compreso da quello che, chi scrive queste note, considera il più grande politico dello scorso secolo: Benito Mussolini.
Ecco con quanta lungimiranza e lucidità il 7 febbraio 1944 (!) scriveva: (…): Il progetto statunitense, in parole povere, si può dunque riassumere così: tutte le nazioni porteranno i loro risparmi nelle casse del Tesoro americano, che  li amministrerà pro domo sua. Secondo tale piano, infatti, il governo di Washington si assicura, nell’amministrazione del Fondo internazionale di livellamento dei cambi, di cui propone la costituzione; il numero di voti sufficienti per essere in grado di fermare qualsiasi decisione contraria al suo interesse. In tal modo gli Stati Uniti, oltre all’accaparramento in corso di attuazione delle basi navali ed aeree del mondo e alla creazione delle più potenti flotte navali e aeree di guerra e commerciali, indispensabili ai loro piani imperialistici, avrebbero anche finanziariamente tutte le altre nazioni alla loro mercè (…)”.
   Quanto sin qui scritto è solo una parte microscopica della storia mondiale, ma sufficiente per comprendere come ci hanno portato nella cacca.
I passaggi essenziali partono dalla Dottrina Monroe (elaborata in realtà da Quincy Adams), ma ci dobbiamo spostare ai primi del 1800, con la quale Monroe espresse l’idea della supremazia degli Stati Uniti nel continente americano, e da qui è facile passare alla supremazia nel globo intero.
Oggi possiamo contare da quelle enunciazioni almeno cento guerre condotte dagli Stati Uniti al di fuori del continente americano. Tutte guerre d’aggressione per affermare il potere finanziario anglo-americano. Come poco sopra scritto, il fascismo provò a fermare tutto ciò, ma fu sopraffatto dal grande capitale.
   La domanda: visto che siamo nella cacca, c’è un modo per uscirne ?
   In ogni caso vedo il futuro nostro e di chi ci seguirà molto, ma molto oscuro.
   Certo la propaganda è stata asfissiante, ma siamo pure un tantinello imbecilli, soprattutto perché c’è tanta gente che ancora accorda fiducia a certi personaggi ben individuabili.
   Concludo: e pensare che c’è ancora qualcuno che ci  propone di festeggiare il giorno della liberazione.
   Poveri noi!
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lunedì 4 settembre 2017

LA RESISTENZA FASCISTA

Daniele Lembo

LA RESISTENZA FASCISTA
FASCISTI E AGENTI SPECIALI DIETRO LE LINEE 

La “Rete Pignatelli” e la resistenza fascista nell’Italia invasa dagli angloamericani
di Daniele Lembo

maro edizioni - 25 €

Il libro di Daniele Lembo ha come oggetto, come si evince dal titolo, la resistenza fascista agli angloamericani nel Sud Italia invaso.
L’autore, per la redazione del testo, oltre che consultare tutta la bibliografia esistente sull’argomento, si è avvalso delle testimonianze e di memoriali di alcuni di quelli che, considerando gli alleati invasori e non liberatori, continuarono a combatterli anche nell’Italia invasa, venendo per questo arrestati e processati. Il punto di forza del libro è costituito proprio da queste testimonianze che, assieme ad alcuni documenti inediti provenienti dal National Archives di Washington, costituiscono un vero e proprio elemento di novità sull’argomento. Il volume si articola in due parti. La prima di queste è destinata all’esame delle attività resistenziali fasciste nelle varie regioni del Sud.
Dopo un capitolo dedicato al “processo degli 88”, un famoso procedimento giudiziario che vide alla sbarra 88 giovani, e meno giovani, che intesero opporsi agli invasori Alleati, Lembo illustra al lettore quali furono, in vista dell’invasione delle regioni meridionali, i progetti militari per le operazioni di stay behind.
Nell’ambito di tali progetti vengono inclusi quelli approntati dal Regio Esercito e dalla Regia Marina, nonché dal P.N.F. che, prevedendo l’invasione della Penisola, costituì la “Guardia ai Labari.”
Dopodiché, viene considerata la resistenza clandestina in Sicilia fino al settembre 1943 - e da tale periodo alla fine della guerra - e il fascismo clandestino in Sardegna. Oltre ai moti dei “non si parte”, ovvero le manifestazioni popolari, spesso violente, di coloro i quali si rifiutarono di tornare alle armi per il Regno del Sud, per quanto riguarda la Sicilia vengono trattate le repubbliche di Palazzo Adriano, Piana degli Albanesi e Comiso. Furono queste vere e proprie repubbliche indipendenti che nacquero dalla ribellione popolare al Regno del Sud. Ci fu bisogno dell’intervento del Regio Esercito e dell’aviazione alleata per normalizzare la situazione in tali località.
Per la Sardegna vengono prese in esame le attività clandestine, l’invio di agenti speciali nell’isola e la propaganda della R.S.I. destinata ai sardi.
Esauriti gli episodi avvenuti nelle isole, si passa ai fatti di Calabria (con numerose interviste ed atti in appendice) e al fascismo clandestino in Campania e in Puglia. Un approfondito esame viene fatto per quanto riguarda l’attività del Principe Valerio Pignatelli di Val Cerchiara e di sua moglie, che furono i propulsori di una rete clandestina fascista operante al Sud.
La rete Pignatelli, che trasse origine dalla “Gardia ali Labari”, fu un’organizzazione articolata ed efficiente con continui e proficui contatti con il territorio della R.S.I..
Pignatelli ed i suoi, in generale, si occuparono di attività informativa fornendo notizie di carattere militare e generale al Nord, ma in casi particolari passarono a vere e proprie azioni militari.
La mancanza di fondi, alla quale il principe sopperì con propri fondi personali, e la stessa cattura del principe e di sua moglie non furono sufficienti a disarticolare la complessa organizzazione che si occupò anche di dare appoggio ad agenti speciali della R.S.I. giunti dal Nord con il compito di meglio organizzare la rete e di fare da consiglieri militari.
La seconda parte del libro è dedicata proprio ai servizi segreti e agli agenti speciali della R.S.I., operanti nei territori invasi.
L’autore, che trattando della resistenza fascista, definisce gli agenti speciali “l’altra faccia della medaglia”, dopo aver descritto la nascita e la struttura dei servizi segreti della R.S.I., passa alla disamina dei vari servizi speciali, ovvero quelle organizzazioni della Repubblica del Nord che inviavano agenti informativi e sabotatori oltre le linee.
Vengono esaminati il Gruppo David di Tommaso David (e la sua più nota agente, Carla Costa), ma anche i servizi speciali della X° Flottiglia Mas e dell’Aeronautica Repubblicana.
Numerosi furono gli agenti speciali che, catturati in missione, furono passati per le armi dagli alleati. Molte di queste catture furono possibili grazie ad un elenco degli agenti speciali italiani, in possesso dei servizi segreti alleati. L’autore, oltre a svelare il mistero dell’origine di questa rubrica, tenta anche di enumerare gli agenti che, catturati, furono processati e fucilati. Purtroppo, questo elenco risulta incompleto.
Il volume si chiude con un capitolo dedicato al dopoguerra che si collega ad un precedente capitolo dedicato al M.I.F., ovvero il Movimento Italiano Femminile Fede e Famiglia. Il M.I.F. potrebbe essere agevolmente indicato come: “Quello che restò della Rete Pignatelli nel dopoguerra”, perché è proprio nel dopoguerra che il M.I.F. venne allo scoperto. A crearlo fu la principessa Maria Pignatelli che riunì attorno a sé un gruppo di donne per creare un comitato che desse assistenza agli ex appartenenti alla R.S.I..
Il Movimento della Pignatelli ebbe dunque uno scopo principalmente assistenziale, occupandosi di fornire ai fascisti, in quegli anni perseguitati, un’assistenza che, più che morale, fu di tipo materiale. La principessa e le altre aderenti al M.I.F. fecero in modo che fosse fornita assistenza legale gratuita ai fascisti incarcerati che, privati del lavoro e spesso anche con i beni sottoposti a sequestro, si ritrovavano nella totale indigenza.
Il breve capitolo finale sul dopoguerra si chiude con un inquietante interrogativo che riportiamo in conclusione: ”E’ probabile quindi che, nel dopoguerra, ci sia una continuità tra i servizi segreti americani ed alcuni personaggi o interi settori delle disciolte Forze Armate fasciste repubblicane e ciò nell’ambito “dell'attenzione americana all'espansione comunista”.
Se proprio vogliamo far galoppare la fantasia, si potrebbe anche pensare che la Rete Pignatelli, individuata e disciolta nel corso del conflitto, sarà poi riammagliata negli anni successivi. Ma questa è solo un’ipotesi per sostenere la quale non ho nulla in mano se non la mia fantasia che è solita correre veloce. L’ipotesi è però indubbiamente affascinante e mi piace concludere questo libro lasciando al lettore il dubbio.”

INDICE
PREMESSA.
CAPITOLO 1° - IL PROCESSO DEGLI 88.
- Premessa
- Il Processo CAPITOLO 2° - I PROGETTI MILITARI PER LE OPERAZIONI DI STAY BEHIND IN VISTA DELL’INVASIONE E LA COSTITUZIONE DELLE “GUARDIE AI LABARI” DA PARTE DEL P.N.F. - Il Regio Esercito. - La Regia Marina. - La Guardia ai Labari. CAPITOLO 3° - IL PIANO MUTI. APPENDICE AL CAPITOLO 3° - IL MEMORIALE DE PASCALE. CAPITOLO 4° - LA RESISTENZA CLANDESTINA IN SICILIA FINO AL SETTEMBRE 1943. CAPITOLO 5° - LA RESISTENZA CLANDESTINA IN SICILIA DAL SETTEMBRE 1943 ALLA FINE DELLA GUERRA. - Il M.U.I. e i moti dei “non si parte”. - Le repubbliche di Palazzo Adriano, Piana degli Albanesi e Comiso. APPENDICE NR.1 AL CAPITOLO 5° - IO C’ERO - INTERVISTA A ARISTIDE GIUSEPPE METTLER APPENDICE NR. 2 AL CAPITOLO 5° - IO C’ERO – TESTIMONIANZA DI LORENZO PURPARI. CAPITOLO 6° - IL FASCISMO CLANDESTINO IN SARDEGNA. - Padre Usai. - I moti dei “non si parte” in Sardegna. - La propaganda della R.S.I. destinata ai sardi. CAPITOLO 7° - I FATTI DI CALABRIA. APPENDICE NR. 1 AL CAPITOLO 7° - INTERVISTA A NAPOLEONE FIORE MELACRINIS, DETTO LIONELLO. APPENDICE NR. 2 AL CAPITOLO 7° - IO C’ERO - INTERVISTA A CICCIO (FRANCESCO) FATICA. APPENDICE NR. 3 AL CAPITOLO 7° - IO C’ERO - TESTIMONIANZA DI NICOLA PLASTINA. APPENDICE NR. 4 AL CAPITOLO 7° - Si riporta di seguito lo stralcio di un rapporto del 4 maggio 1944 della Legione Territoriale Dei Carabinieri Reali di Catanzaro - Ufficio Servizio, avente come oggetto: “Scoperta movimento rivoluzionario e di sabotaggio”. APPENDICE NR. 5 AL CAPITOLO 7° - Rapporto Stato Maggiore S.I.M. - N. 10126 di protocollo. Napoli 21 ottobre 1944. Ill.mo Signor Procuratore presso il Tribunale Militare di Napoli. APPENDICE NR. 6 AL CAPITOLO 7° - elenco completo degli imputati in ordine alfabetico trasmesso dal Procuratore Militare del Regno al Tribunale Militare Territoriale di Guerra della Calabria. CAPITOLO 8° - L’ATTIVITÀ DELLA COPPIA PIGNATELLI E IL FASCISMO CLANDESTINO IN CAMPANIA. - L’attivita’ della rete dopo l’arresto del principe - I contatti con la banda Giuliano CAPITOLO 9° - GLI AGENTI DELLA RSI E L’ATTIVITA’ DEI FASCISTI CLANDESTINI. APPENDICE AL CAPITOLO 9° - IO C’ERO - INTERVISTA ALL’ARCH. ANTONIO DE PASCALE. CAPITOLO 10° - LA GUERRA “GUERREGGIATA” DEL FASCISMO CLANDESTINO IN CAMPANIA APPENDICE AL CAPITOLO 10° - IO C’ERO - INTERVISTA A GISBERTO CAFARO CAPITOLO 11° - IL FASCISMO CLANDESTINO IN PUGLIA CAPITOLO 12 - IL M.I.F.
PARTE SECONDA L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA – I SERVIZI SPECIALI DELLA R.S.I. CAPITOLO 12° - GLI AGENTI DEI SERVIZI SPECIALI DELLA R.S.I. OPERANTI DIETRO LE LINEE ANGLOAMERICANE NELL’ITALIA INVASA. CAPITOLO 13°- I SERVIZI SEGRETI DELLA RSI - L’antefatto - i servizi segreti fino all’8 settembre 1943 - Gli altri servizi segreti CAPITOLO 14° - I SERVIZI SPECIALI – IL GRUPPO DAVID CAPITOLO 15° - TOMMASO DAVID e CARLA COSTA CAPITOLO 16°- I SERVIZI SPECIALI DELLA X° FLOTTIGLIA MAS CAPITOLO 17° -L’AERONAUTICA REPUBBLICANA E I SUOI AGENTI SPECIALI CAPITOLO 17°- LA RUBRICA INTESTATA “ENEMY AGENTS” CAPITOLO 18°- GLI AGENTI SPECIALI FUCILATI DAGLI ALLEATI CAPITOLO 19°- IL DOPOGUERRA
L’AUTORE
Daniele Lembo, nasce nel 1961 a Minori (SA), in Costiera Amalfitana. Dopo la maturità liceale frequenta il corso biennale della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza. Appassionato di studi storici sulla partecipazione italiana al secondo conflitto mondiale è autore di varie cronache sull’argomento.
Suoi articoli sono apparsi su Storia del XX Secolo, Storia del Novecento, Storia e Dossier, Storia Verità, Eserciti nella Storia, Storia e Battaglie, Aerei nella storia, Aeronautica, Cockpit.
Nel 1999 è stata edita una sua monografia dal titolo “Taranto…fate saltare quel ponte”, avente come tema i Nuotatori Paracadutisti della Regia Marina; nel 2000 è apparso un suo saggio dal titolo “I Fantasmi di Nettunia – I reparti della R.S.I. impegnati sul fronte di Anzio – Nettuno”; nel 2001 sono apparsi due altri suoi lavori, di cui uno avente come tema la storia Regia Aeronautica dal titolo “Il lungo Volo della Regia” ed un saggio dal titolo” I Servizi Segreti di Salò – Servizi Segreti e Servizi Speciali nella Repubblica Sociale Italiana”. Nell’anno 2002 è stato pubblicato “Il prigioniero di Wanda”, ovvero il suo primo romanzo d’ambientazione storica.
Infine, nell’anno 2003 ha dato alle stampe il volume “La Carne contro l’acciaio - Il Regio Esercito Italiano alla vigilia della seconda guerra mondiale“
Attualmente vive a Cisterna di Latina.



                                                                                                                                              

 

sabato 2 settembre 2017

Modesta proposta – Gianfranco De Turris

Modesta proposta – Gianfranco De Turris

…per aiutare i vecchi partigiani a superare i loro problemi psicologici!
Non è assolutamente vero che la presidenta della Camera, Laura Boldrina, abbia ipotizzato di demolire tutti i “monumenti fascisti” sull’onda del dibattito polemico sulla truculenta Legge Fiano che sostituirebbe la lassista Legge Scelba di 65 anni fa. Il suo pensiero era ben altro, come spiega alla stampa reazionaria il suo infaticabile capo ufficio stampa, Roberto Natale, già segretario rosso fuoco dei giornalisti Rai. Piuttosto la terza carica dello Stato alla domanda “se non ci sia in Italia il problema di alcuni monumenti come l’obelisco Mussolini Dux al Foro Italico, si è limitata a ricordare il turbamento che ancora oggi provano i vecchi partigiani e a mostrare rispetto per questo loro sentimento”. Natale è specializzato a giustificare con la sua dialettica le gaffe della presidente, ma qui la toppa è peggio del buco, in quanto la faccenda dell’obelisco dell’ex Foro Mussolini è una ossessione ricorrente. Già la Boldrina ne era stata implicata anni fa quando in un 25 aprile qualche altro “vecchio partigiano” ne aveva proposto sempre alla sua presenza l’abbattimento, e anche allora la sua comprensiva risposta aveva fatto nascere gli identici sospetti di demolizione condivisa. Cosa non avvenuta nel 1945-1948 e che si ripropone  oggi nel XXI secolo. Il problema è psicanalitico, una ossessione compulsiva che però è possibile curare, come spiegano gli specialisti, grazie ad un apposito e forte shock.
La nostra modesta proposta è destinata ad aiutare i vecchi partigiani comunisti, cioè quelli veri che hanno realmente “fatto la resistenza” e non i loro figli o nipoti che affollano ormai l’ANPI, e che hanno come minimo 85 anni. Facciamo dunque una colletta in Rete, quella che oggi si chiama crowfounding, e raccogliere così la somma necessaria per organizzare il viaggio di una rappresentanza significati dell’ANPI ad Asmara facendola colà soggiornare una settimana in modo da ricevere un benefico trauma, una specie di elettroshosk culturale.
Perché? Perché proprio Asmara? Che c’entra? Ma perché è quasi contemporanea la notizia che l’UNESCO ha inserito la capitale dell’Eritrea fra i “patrimoni dell’umanità” a motivo del lascito del bieco colonialismo italico, umbertino e fascista. La città infatti ospita ancora oggi circa 400 monumenti, manufatti e architetture costruiti nell’arco di mezzo secolo, appunto umbertine ma soprattutto… fasciste, quando l’Eritrea era una nostra colonia. Vivere lì per una settimana, camminare per le sue strade, visitare, avere di fronte ad ogni passo questi monumenti, palazzi, cinema, musei, alberghi, fabbriche, bar in tipico stile littorio, nelle sue versioni piacentiniane e razionaliste, potrebbe essere  di giovamento ai vecchi partigiani turbati. Essi ad esempio potrebbero capire che ci sono luoghi in cui questa architettura che sconvolge i loro sentimenti antifascisti è una regola e non una eccezione, un fatto di assoluta normalità che non turba gli animi di nessuno, nemmeno degli ex colonizzati, per giungere alla considerazione che dopo 70 anni dalla conclusione della guerra mondiale e civile, forse, dico forse, se ne potrebbero fare una ragione, diciamo storicizzare il problema, non vederlo solo ed esclusivamente come simbolo del Male Assoluto. Il che era comprensibile nei primissimo dopoguerra e non dopo tre generazioni. Come si legge sul Corriere della Sera del 12 luglio, ad Asmara la gente è “tanto tollerante e saggia” da aver preservato questa tipica architettura, mentre a quanto pare in Italia la gente, o meglio i politici, sono talmente intolleranti e dementi da voler fare i conti con questo fascismo di mattoni e marmo dopo sette decenni per evitare il “turbamento” dei vecchi partigiani ultraottantenni. Una loro gita ad Asmara potrebbe quindi essere estremamente positiva e giovare alla loro salute e alla politica italiana.
Coraggio dunque, siate generosi, avviamo questa raccolta fondi “Pro vecchi partigiani turbati dell’ANPI”. Siate magnanimi nei confronti di questi anziani ex combattenti con un piede nella tomba. Facciamo sì che vivano più sereni i loro ultimi giorni. Mandiamoli per una cura terapeutica capeggiati dalla presidenta della Camera nella città più fascista del mondo.
Ad Asmara! Ad Asmara!

Gianfranco de Turris

                                                                                                                                                         

lunedì 28 agosto 2017

GENESI ED EVOLUZIONE DELLA PAROLA "DESTRA"








 GENESI ED EVOLUZIONE DELLA PAROLA "DESTRA" di Gianfredo Ruggiero

Mai termine fu più ambiguo e carico di contraddizioni della parola “destra”.
In questa definizione possiamo trovare, dal punto di vista politico, storico ed ideologico, tutto e il contrario di tutto.
Destra è di fatto un contenitore, o se preferite un’etichetta, che ben si adatta a tutto ciò che non è riconducibile alla sinistra, basta aggiungervi un opportuno aggettivo e il gioco è fatto. Abbiamo infatti una Destra reazionaria, tradizionalista, cattolica e antimoderna, quella di De Maistre e di René Guénon, una Destra paganeggiante, quella di Evola e di Alain De Benoist, una Destra cristiana conservatrice, quella compassionevole dei teocon americani patrocinata e sostenuta da Bush, un Destra monarchica e una destra repubblicana, la Destra storica di Cavour e la destra rautiana, abbiamo una Destra razzista, quella del National Party Sud Africano di De Klerk e del KKK americano e una Destra golpista, quella dei colonnelli greci, di Pinochet e di Videla e, per finire, la contraddittoria Destra Sociale.
Insomma c’è una destra per tutti, per tutti i gusti e per ogni convenienza.
Queste destre, tra loro distanti e spesso in conflitto, hanno però qualcosa in comune. Hanno in comune, in antitesi alla sinistra, un certo patriottismo identitario e, soprattutto, l’accettazione del principio del libero mercato teorizzato da Adam Smith il quale sostiene, come il suo omologo di sinistra Karl Marx, che alla base di una moderna società vi siano solo le dinamiche economiche, tutto il resto fa da corollario.
Per la destra lo Stato è una sovrastruttura, spesso costosa e inefficiente, tuttavia indispensabile per garantire la massima diffusione dell’economia liberale. Non a caso lo slogan preferito della destra è: meno stato e più mercato.
La Destra, declinata come dir si voglia, è quindi sinonimo di capitalismo, come sinistra è sinonimo di egualitarismo.
Il termine “destra” nasce ufficialmente in Francia nel 1789 con la “Rivoluzione Francese” per indicare i parlamentari dell’Assemblea Costituente che siedono alla destra della presidenza.
In quella grande mattanza, tra teste mozzate e terrore giacobino, va al potere la borghesia illuminata e nasce la moderna democrazia parlamentare, forma di stato basata sul potere assoluto dei partiti che, come ben sappiamo, invadono e sfruttano ogni ambito della società civile.
Da precisare che il termine democrazia viene spesso usato a sproposito come sinonimo di libertà, pluralismo e rispetto dei diritti umani. Niente di più errato: Voltaire, ad esempio, ritenuto il padre della democrazia, era, come una buona parte dei pensatori illuministi razzista, antisemita e sostenitore della schiavitù americana.
In Italia il termine destra fa la sua prima apparizione nel 1861 con il primo Parlamento unitario per indicare, anche in questo caso, i deputati e i senatori che si collocano a destra nell’emiciclo.
L’Italia risorgimentale nasce ad opera della borghesia piemontese con il sostegno militare ed economico delle massonerie di Francia e Inghilterra di cui il movimento carbonaro, come pure la Giovine Italia di Mazzini, erano un’emanazione e viene strutturata sul modello francese a partire dalla bandiera tricolore, altro simbolo massonico. Nasce così uno stato fortemente centralizzato e repressivo che a Milano con Bava Beccaris spara cannonate sulla folla che chiede il pane e nel sud d’Italia si impone con le baionette e con massacri indicibili di contadini: questa è la destra elitaria che ha fatto l’unità d’Italia nella totale indifferenza popolare.
Anche se molti cattolici hanno attivamente partecipato al risorgimento come Manzoni, Silvio Pellico e Massimo D'Azeglio, il nuovo stato unitario voluto dalla destra è fortemente anticlericale e avversato dalla Chiesa per la questione di Porta Pia che ha posto fine, dopo due millenni, al suo potere temporale.
Alla confisca dei beni ecclesiastici e alla chiusura dei conventi operati dalla destra storica al potere, la Chiesa romana di Papa Pio IX reagì scomunicando Vittorio Emanuele II e, con il famoso “non expedit”, proibendo ai cattolici di partecipare attivamente alla vita politica italiana. I cattolici torneranno ad impegnarsi in politica solo dopo il primo dopoguerra con il partito popolare di Don Sturzo.
 noL’Italia governata dalla destra è totalmente priva di servizi sociali:n esiste la scuola pubblica, le uniche scuole sono private e destinati ai figli della borghesia o confessionali; la sanità, anch’essa privata, è riservata ai ricchi, i meno abbienti devono affidarsi alle strutture caritatevoli. Non esiste ne pensione ne assistenza contro gli infortuni: un operaio o un contadino che subiva un incidente sul lavoro era abbandonato a se stesso; lo sfruttamento minorile era una pratica ritenuta normale ed ampiamente diffusa. Questa era l’Italia voluta e governata dalla destra che raccoglierà Mussolini nel 1922.
Il Fascismo, e qui entriamo in uno dei più grandi equivoci semantici della storia e della politica, viene considerato dalla pubblicistica marxista, e comunemente accettato, come fenomeno di destra. Niente di più errato.
Il Fascismo con la destra non ha nulla a che spartire.
Sfido chiunque a citarmi un qualunque documento di epoca fascista in cui si parla di destra. Anzi in un suo celebre discorso Mussolini ebbe a dire: I nostri programmi sono decisamente rivoluzionari. Le nostre idee appartengono a quelle che in regime democratico si chiamerebbero “di sinistra”; il nostro ideale è lo Stato del Lavoro…noi siamo i proletari in lotta contro il capitalismo….il pericolo autentico, la minaccia contro cui lottiamo senza sosta, viene da destra”. Così Benito Mussolini.
Il Fascismo non è ne destra ne sinistra, ma è una sintesi tra le due ideologie arricchite con delle felici intuizioni finalizzate all’interesse nazionale.
Il Fascismo infatti integra la libertà d’impresa e la tutela della proprietà privata della destra con il principio di giustizia sociale della sinistra, inserendovi la "Socializzazione delle Imprese", ossia la partecipazione dei lavoratori alla ripartizione degli utili e alla gestione delle grandi aziende e il principio corporativo della democrazia diretta attraverso l’ingresso nel Parlamento e nelle Istituzioni dei rappresentanti della società civile. Nasce così lo Stato Sociale Corporativo, terza via tra socialismo e capitalismo (anche se solo parzialmente realizzato, calato dall'alto e attuato in una cornice totalitaria, processo poi interrotto dalle vicende belliche). In quegli anni, grazie al sostegno del governo e alla diffusa libertà d’impresa, nascono o si rafforzano tutte le grandi industrie, ora finite in mani straniere dopo essere state svuotate e trasformate in semplici marchi.
Stato Sociale che ha permesso all’Italia, attraverso un vasto piano di opere pubbliche e alla nascita di istituiti come l’INPS, l’INAIL, l’IRI e provvedimenti come l’abolizione del lavoro minorile, i contratti di lavoro collettivi, la liquidazione, la Magistratura del lavoro, lo Statuto dei lavoratori, l’assistenza all’infanzia, le case popolari, le terre risanate ai contadini… di rimanere in piedi quando a seguito della crisi di Wall Street del ’29 tutte le economie occidentali di stampo capitalista crollavano miseramente producendo fame, disoccupazione di massa e violenza diffusa, soprattutto in Germania, America e Inghilterra.
Stato Sociale Fascista poi ripreso da Rooswelt con il New Deal americano che, tuttavia, non sortì alcun effetto in quanto applicato in un contesto capitalista (l’America uscì dalla depressione solo con l’entrata in guerra, fortemente voluta dall’influente apparato industriale e finanziario americano).
Con la seconda guerra mondiale si conclude l’esperienza fascista, ma non le sue idee che vengono riprese dal Movimento Sociale Italiano, erede della Repubblica Sociale Italiana.
Inizialmente il Msi si dichiara apertamente fascista. Con l’introduzione della legge Scelba del ’52 che vieta la ricostruzione del partito fascista si pone i problema di come definirsi. Iniziò allora a circolare la parola destra che fu ufficializzata nel 1973 da Almirante con la nascita della Destra Nazionale. Anche i simboli cambiano con l’abbandono del fascio littorio sostituito dalla croce celtica, anche se estranea alla tradizione romano-fascista.
In quegli anni, caratterizzati da un fortissimo avanzamento politico della sinistra marxista, il Msi subisce una vera e propri invasione di giovanotti borghesi timorosi di perdere la fabbrichetta del babbo o la seconda casa al mare. Queste nuove leve di fascista non hanno assolutamente nulla, del fascismo hanno assimilato solo gli aspetti esteriori in chiave folcloristica e il mito della violenza (viva Duce, saluti romani e morte ai compagni: in questi slogan – purtroppo ancora in voga – si riassume il loro livello culturale). In realtà questi missini sono solo degli anticomunisti che, delusi dalla Dc del compromesso storico, vedono nel Msi una diga contro il comunismo dilagante.
Questa nuova linfa contribuirà a spostare il Msi su posizioni di destra filoamericana e costituirà, soprattutto con l’ascesa di Gianfranco Fini alla presidenza del Fronte della Gioventù nel 1977, la nuova classe dirigente del partito. Nomenclatura che ritroveremo poi ai vertici di Alleanza Nazionale divenuta prima corrente esterna di Forza Italia e poi fagocitata dal partito di Berlusconi, non dopo aver abbandonato tutti gli ideali e valori che hanno caratterizzato i cinquant’anni del Msi.
Con la nascita di Alleanza Nazionale finalmente la destra fa la destra, abbandona definitivamente tutte le residue connotazioni fasciste per accettare appieno il modello americano, quello del pugno duro, della tolleranza zero e della meritocrazia esasperata, contribuisce al definitivo smantellamento dello Stato Sociale, diventa antifascista e laica, accetta il mito del libero mercato, la società multietnica e la globalizzazione economica. Del vecchio Msi rimane solo un certo patriottismo oramai scolorito che cozza con la politica estera scodinzolante nei confronti dell’America e il mito identitario che fa a pugni con l’apertura all’immigrazione, soprattutto islamica.
E veniamo alla Destra Sociale che rappresenta il tentativo velleitario e per certi versi truffaldino di conciliare il fascismo sociale e riformatore con il libero mercato, attraverso la formuletta della “economia sociale di mercato” che altro non è che capitalismo caritatevole.
In questo contesto si spaccia per sociale ciò che in realtà è solo assistenzialismo per giunta gestito dai privati che ne fanno un vero e proprio business (vedi Caritas e sindacati), allo Stato è riservato l’onere di mantenere, con i cosiddetti ammortizzatori sociali, i disoccupati scaricati dagli industriali che trovano più remunerativo chiudere le fabbriche in Italia per poi riaprirle all’estero (in epoca fascista una tale politica, oggi favorita dalla destra, non sarebbe stata tollerata perché contraria all’interesse nazionale).
La Destra Sociale sostiene la cogestione tedesca, l’azionariato operaio americano e il principio di sussidiarietà di Leone XIII che altro non sono che espedienti per rendere il capitalismo un tantino umano e togliersi dai piedi i relitti della società, ma che nulla hanno a che spartire con lo Stato Sociale Fascista e con la socializzazione delle Imprese della Repubblica Sociale Italiana.
Il Progetto di Destra Sociale era destinato fin dall’inizio a fallire perché o si è di destra o si è fascisti. Alemanno, il principale esponente di questa corrente, una volta eletto Sindaco di Roma grazie a Berlusconi ha trovato del tutto naturale passare dall’altra parte della barricata, mentre le destre che si definiscono sociali (la Destra di Storace e la Fiamma di Romagnoli) si sono tutte accasate alla corte di Berlusconi che, come ben sappiamo, a parte il piglio decisionista che tanto piace a destra, di fascista e di sociale ha ben poco.
Fine ingloriosa di una destra che pensava di essere altro.
Gianfredo RUGGIERO, presidente Circolo culturale Excalibur

venerdì 25 agosto 2017

LEGGI SOCIALI FASCISTE !







ASSICURAZIONE INVALIDITA’ E VECCHIAIA -1923

ASSISTENZA OSPEDALIERA AI POVERI- 1923

TUTELA DEL LAVORATORE, DI DONNE E FANCIULLI-1923

RIFORMA DELLA SCUOLA “GENTILE” L’ ULTIMA RIFORMA ERA DEL 1859)-1923

SINDACALISMO INTEGRALE CON L’ UNIONE DELLE RAPPRESENTANZE SINDACALI DEI DATORI DI LAVORO (CONFINDUSTRIA E CONFAGRICOLTURA)-1923

FONDAZIONE ISTITUTO LUCE-1924

PAREGGIO DI BILANCIO A PARTIRE DAL 1924

PATTO DI LOCARNO-1925

OPERA NAZIONALE MATERNITA’ E INFANZIA (O.N.M.I.)-1925

ASSISTENZA FIGLI ILLEGITTIMI E ABBANDONATI O ESPOSTI-1925

ASSISTENZA CONTRO LA DISOCCUPAZIONE-1926

ASSISTENZA OBBLIGATORIA CONTRO LA TUBERCOLOSI-1927

CARTA DEL LAVORO : PACIFICAZIONE TRA ILO CAPITALE E IL LAVORO-1927

MAGISTRATURA DEL LAVORO -1927

LEGGE N. 1630 DEL 1927 PER LA REALIZZAZIONE DELL’ IDROSCALO PER LA CITTA’ DI MILANO. VERO MARE, PERFINO SALATO, ARENILE, PINI MARINI, BAGNANTI, BAGNINI. L’ IDROSCALO UN GRANDE CANALONE LUNGO 3 KM E LARMO 300 METRI CON 300 DI TESTATA PER LE MANOVRE DEI VEIVOLI. IL BACINO OCCUPA UNA SUPERFICIE DI 610.000 MQ.. E’ ALIMENTATO DA ACQUE SORGIVE. QUESTO SPETTACOLARE MIRACOLO FU INAUGURATO NEL 1930

CREAZIONE DELL’ ENTE ITALIANO AUDIZIONI RADIOFONICHE (E.I.A.R.)-1928

ESENZIONE TRIBUTARIA PER LE FAMIGLIE NUMEROSE-1928

ASSISTENZA OBBLIGATORIA CONTRO LE MALATTIE PROFESSIONALI- 1928

CRISI FINANZIARIA MONDIALE DEL 1929.  IL MONDO DEL CAPITALISMO E’NEL CAOS : MUSSOLINI RISPONDE CON 37 MILIARDI DI LAVORI PUBBLICI E, IN DIECI ANNI, VENGONO COSTRUITE 11.000 NUOVE AULE IN 277 COMUNI, 6.000 CASE POPOLARI CHE OSPITANO 215.000 PERSONE, 3.131 FABBRICATI ECONOMICO POPOLARI, 1.700 ALLOGGI, 94 EDIFICI PUBBLICI, RICOSTRUZIONE DEI PAESI TERREMOTATI, 6.400 CASE RIPARATE, ACQUEDOTTI E OSPEDALI. IN 2.493 COMUNI, 10 MILIONI  10.000.000 DI ABITAZIONI EBBERO L’ ACQUA ASSICURATA, 4.500 KM DI SISTEMAZIONE IDRAULICHE E ARGINATURE, COSTRUZIONE DEL CANALE NAVICELLI. NEL 1922 I BACINI MONTANI ARTIFICIALI ERANO 54, NEL 1932 ERANO AUMENTATI A 184; AUMENTATI A 6.663.000 I KV E A 17.000 KM LE LINEEE ELETTRICHE. NEL 1932 C’ ERANO 2.048 KM DI FERROVIE ELETTRICHE PER UN RISPARMIO DI 600.000 TONNELLATE DI CARBONE; COSTRUITI 6.000 KM DI STRADE STATALI, PROVINCIALI E COMUNALI, 436 KM DI AUTOSTRADE. LE PRIME AUTOSTRADE IN ITALIA FURONO LA MILANO-LAGHI, LA MILANO-BERGAMO E LA GENOVA-SERRAVALLE (AL CASELLO DI  SERRAVALLE SCRIVIA SI TROVA ANCORA UNA SCULTURA COMMEMORATIVA CON SCRITTO “ANNO DI INIZIO LAVORI 1930, ULTIMATO LAVORI 1933”, COSI’ COME AL CASELLO DI BERGAMO  LA TORRE “LA ROSA DEI VENTI”

PATTI LATERANENSI : PACIFICAZIONE TRA STATO E CHIESA-1929

OPERA NAZIONALE ORFANI DI GUERRA (O.N.O.G.)-1929

OPERA NAZIONALE DOPO LAVORO (NEL 1935 DISPONEVA DI  771 CINEMA, 1227 TEATRI, 2066 FILODRAMMATICHE, 2130 ORCHESTRE, 3787 BANDE, 1032 ASSOCIAZIONI PROFESSIONALI E CULTURALI, 6427 BIBLIOTECHE, 994 SCUOLE CORALI, 11159 SEZIONI SPORTIVE, 4427 DI SPORT AGONISTICO, IN SEGUITO I COMUNISTI LE CHIAMARONO “CASE DEL POPOLO”

ISTITUTO MOBILIARE ITALIANO (I.M.I.)-1931

CONFERENZA DI LOCARNO-1932

PATTO A QUATTRO-1933

PRIMA TRASVOLATA ATLANTICA COMPIUTA DA ITALO BALBO E NELL’ OCCASIONE VENNE INAUGURATA “LA POSTA AEREA”-1933

ISTITUTO NAZIONALE PER L’ ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO (I.N.A.I.L.)-1933

ISTITUTO NAZIONALE PER LA PREVIDENZA SOCIALE (I.N.P.S.)-1935

CONFERENZA DI STRESA-1935

ISTITUZIONE DELLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA, PRIMA MANIFESTAZIONE DEL GENERE AL MONDO-1932

ISTITUTO DI RICOSTRUZIONE INDUSTRIALE (I.R.I.)-1933

RIFORMA BANCARIA : LA BANCA D’ ITALIA DIVENTO’ ISTITUTO DI DIRITTO PUBBLICO, IL SUO GOVERNATORE ASSUNSE IL RUOLO DI PRESIDENTE DELL’ ISPETTORATO PERE LA DIFESA DEL RISPARMIO E L’ ESERCIZIO DEL CREDITO E, IN PRATICA, LA BANCA D’ ITALIA DIVENTO’ LA BANCA DELLE BANCHE-1936

CONQUISTA DELL’ ETIOPIA-1936

ABOLIZIONE DELLA SCHIAVITU’ IN ETIOPIA

OPERE ESEGUITE IN ETIOPIA : PIU’ DI 5.000 KM DI STRADE ASFALTATE E 1.400 KM DI PISTE CAMIONABILI. TRASFORMAZIONE NON SOLO DI ADIS ABEBA, MA ANCHE DI OSCURI VILLAGGI IN GRANDI CENTRI ABITATI (DESSIE’, HARAR, GONDAR, DIRE, DAUA). ALBERGHI, SCUOLE, FOGNATURE, LUCE ELETTRICA, RISTORANTI, COLLEGAMENTI CON ALTRI CENTRI DELL’ IMPERO, TELEGRAFO, TELEFONO, PORTI, STAZIONI RADIO, AEROPORTI, CINEMATOGRAFI E TEATRI, NUOVI MERCATI; PER GLI INDIGENI EDIFICAZIONE DI SCUOLE, TUBERCOLOSARI, OSPIZI DI RICOVERO PER VECCHI E INABILI AL LAVORO, OSPEDALI PER LA MATERNITA’ E L’ INFANZIA, LEBROSARI. QUELLO DI SELACLACA’ : OLTRE 700 POSTI LETTO E UN GRANDIOSO ISTITUTO PER STUDI E RICERCHE CONTRO LA LEBBRA. IMPRESE DI COLONIZZAZIONE SOTTO FORMA DI COOPERATIVE FINANZIATE DALLO STATO, MULINI, FABBRICHE DI BIRRA, MANIFATTURE DI TABACCHI, CEMENTIFICI, OLIFICI, CON LA COLTIVAZIONE DI PIU’ DI 75.000 ETTARI DI TERRA INCOLTA

PALAZZO DELLA PREVIDENZA SOCIALE IN OGNI CAPOLUOGO DI PROVINCIA

PATTO ANTI-COMINTERN-1936

GUERRA DI SPAGNA : CHE SALVO’ LA SPAGNA E L’ EUROPA DAL COMUNISMO -1936-1939

CASSE RURALI E ARTIGIANALI-1937

SETTIMANA LAVORATIVA DI 40 ORE (PRIMA ERANO 48 ORE)-1937

ENTE COMUNALE DI ASSISTENZA (E.C.A.)-1937

ASSEGNI FAMIGLIARI-1937

PATTI DI MONACO-1939

ISTITUTO NAZIONALE PER L’ ASSISTENZA DI MALATTIA AI LAVORATORI (I.N.A.M.)-1943

ISTITUTO AUTONOMO CASE POPOLARI (I.A.C.P.)-1943

ISTITUTO NAZIONALE CASE IMPIEGATI STATALI (I.N.C.I.S.)-1943

CORPORATIVISMO, CON L’ INSERIMENTO DELLE FORZE DELLA PRODUZIONE, DELLA TECNICA E DELLE ARTI, NELLA STRUTTURA GIURIDICA DELLO STATO E, CON LA SOCIALIZZAZIONE DELLE IMPRESE, I LAVORATORI SONO POSTI AL CENTRO DELL’ AZIENDA (LEGGE R.S.I.)-1944

DOPOSCUOLA PER IL COMPLETAMENTO DEGLI ALUNNI

EDUCAZIONE FISICA OBBLIGATORIA NELLE SCUOLE

REFEZIONE SCOLASTICA

LOTTA CONTRO L’ALFABETISMO : DAL 1923 AL 1936, SI PASSO’ DA 3.981.000 A 5.187.000 ALUNNI, DA 326.00 A 674.546 STUDENTI MEDI E DA 43.235 A 71.512 UNIVERSITARI

OBBLIGO SCOLASTICO FINO A 14 ANNI

SCUOLE PROFESSIONALI

COSTRUZIONE DI MOLTE UNIVERSITA’, TRA CUI LA CITTA’ UNIVERSITARIA DI ROMA

ACCADEMIA D’ ITALIA (TRA I SUOI PRESIDENTI : MARCONI, D’ ANNUNZIO, GENTILE; TRA I SUOI MEMBRI : FERMI, MARINETTI, MASCAGNI, PIACENTINI, PIRANDELLO, VOLPE ECC.

LITTORIALI DELLA CULTURA E DELL’ ARTE

COLONIE MARINE, MONTANE E SOLARI PER I GIOVANI, COMPLETAMENTE GRATUITE

RICONQUISTA DELLA LIBIA E RIPOPOLAMENTO DEL DESERTO CON LA COSTRUZIONE DI 26 VILLAGGI AGRICOLI

GUERRA ALLA MAFIA (SCONFITTA GRAZIE AL PREFETTO MORI “IL PREFETTO DI FERRO”) E ALLA MASSONERIA

LOTTA CONTRO LA MALARIA

SALVATAGGIO DAL FALLIMENTO DEL BANCO DI ROMA, DEL BANCO DI NAPOLI E DEL BANCO DI SICILIA E DELLE PIU IMPORTANTI AZIENDE NAZIONALI, ANSALDO, ILVA, SIP, TERNI, EDISON, CANTIERI NAVALI

CONVERTIBILITA’ DELLA LIRA IN ORO CHE CESSERA’ DI FATTO A META’ DEGLI ANNI TRENTA

CARTA DELLA SCUOLA E OPERE ARCHITETTONICHE E INFRASTRUTTURE SCOLASTICHE

BONIFICHE DELLE PALUDI PONTINE E DELLE AREE INSALUBRI DAL VENETO ALL’ EMILIA ROMAGNA, DALLA MAREMMA TOSCANA ALL’ AGRO PONTINO, DALLE PIANURE DEL GARIGLIANO DEL VOLTURNO E DEL SELE AL TAVOLIERE DELLE PUGLIE E ALLA BASILICATA, DALLA PIANA DI SIBARI ALLE TERRE DELLA SILA E DEL NETO, FINO AL CAMPIDANO IN SARDEGNA, PER UN TOTALE DI 5.886.796 DI ETTARI BONIFICATI E CON LA COSTRUZIONE DI 1.000.000 DI FABBRICATI RURALI

APPODERAMENTO DEL LATIFONDO SICILIANO, CON L’ ASSEGNAZIONE DELLE TERRE INCOLTE AI CONTADINI

BATTAGLIA DEL GRANO : VINTA CON L’ ELIMINAZIONE DEL GRASSO DEFICIT COMMERCIALE PER L’ IMPORTAZIONE DALL’ ESTERO

FONDAZIONE DELLE CITTA’ DI LITTORIA (OGGI LATINA), SABAUDIA, APRILIA, POMEZIA, CARBONIA, GUIDONIA, FERTLIA, SEGEZIA, ALBERESE, MUSSOLINIA (OGGI ARBOREA), TIRRENIA, IMPERIA, TOR VISCOSA, ARSIA, POZZO LITTORIO ECC., DI 64 BORGHI RURALI E DI VILLAGGI PER I LAVORATORI, QUELLO DI VIILLADOSSOLA (VB) E’ CONSIDERATO TUTT’ ORA UN MODELLO DI URBANISTICA-SOCIALE

COSTRUZIONE NUOVA STAZIONE MARITTIMA  DI GENOVA E DEI NUOVI PORTI DI NAPOLI, MESSINA E PORTO MARGHERA

COSTRUZIONE DI NUMEROSE DIGHE PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA

FONDAZIONE DI NUOVE 16 PROVINCE

FONDAZIONE DEI PARCHI NAZIONALI DEL GRAN PARADISO, DELLO STELVIO, DELL’ ABRUZZO E DEL CIRCEO

ROMA  : CREAZIONE DEL QUARTIERE EUR

ROMA : FONDAZIONE DI CINECITTA’

ROMA : NUOVA VIA DELLA CONCILIAZIONE

IDEAZIONE DELLO STILE ARCHITETTONICO “IMPERO”, ANCORA VISIBILE IN MOLTI PALAZZI PUBBLICI DELLE CITTA’. A GENOVA VIENE COSTRUITO IL GRATTACIELO PIU' ALTO D’ EUROPA (1940) ED MODERNISSIMO STADIO DEL NUOTO

COSTRUZIONE DELLO STADIO DEI MARMI DI ROMA (DI FRONTE ALLO STADIO SI TROVA ANCORA UN ENORME OBELISCO CON SCRITTO “MUSSOLINI DUX”

COSTRUZIONE DELL’ AUTODROMO DI MONZA

INIZIO DELLA METROPOLITANA DI ROMA (NEL 1940 COMPLETATA AL 60%)

TUTELA PAESAGGISTICA E IDROGEOLOGICA

IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE ELETTRICA NELLE CITTA’

CREAZIONE DEGLI OSSERVATORI DI TRIESTE, GENOVA, MERATE, BRERA E CAMPO IMPERATORE

CREAZIONE DEL CENTRO SPERIMENTALE DI GUIDONIA (EX MONTECELIO), DATATO DEL PIU’ GRANDE LABORATORIO DI GALLERIA DEL VENTO DI ALLORA

FONDAZIONE DELL’ ISTITUTO DELLE RICERCHE, CON A CAPO GUGLIELMO MARCONI PER LA SUA GRANDIOSA INVENZIONE DELLA RADIO E PER I PRIMI ESPERIMENTI DEL RADAR, NON FINITO A CAUSA DELLA SUA MORTE (1928)

PRIME ESPERIENZE TELEVISIVE (1929). NEL DICEMBRE DEL 1938 L’ UFFICIO STAMPA DELL’ E.I.A.R. COMUNICO’, CHE NEI PRIMI MESI DEL 1939, SAREBBERO INIZIATI SERVIZI REGOLARI DI TELEVISIONE. IL 4 GIUGNO 1939, A LOLA MOSTRA DI LEONARDO, CI FURONO ALCUNE TRASMISSIONI SPERIMENTALI; SUL RADIOCORRIERE APPARVERO I PROGRAMMI E LA PUBBLICITA’ DI ALCUNI PROTOTIPI DI APPARECCHI TELEVISIVI. PURTROPPO IL PROGETTO VENNE ABBANDONATO A CAUSA DELL’ ENTRATA IN GUERRA

CREAZIONE DELL’ ALBO DEI GIORNALISTI

SVILUPPO NAVALE, AEREONAUTICO E CANTIERISTICO

ACCORDI COMMERCIALI CON TUTTI GLI STATI COMPRESA L’ U.R.S.S.

INAUGURAZIONE STAZIONE CENTRALE DI MILANO (1931 E DELLA STAZIONE SANTA MARIA NOVELLA DI FIRENZE (1935)

COSTRUZIONE DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI MILANO (1935-1940)

COSTRUZIONE  DEL PALAZZO DELLA FARNESINA DI ROMA, SEDE DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI

EMANAZIONE DEL CODICE PENALE (1930), DEL CODICE CIVILE (1942) E DI NUMEROSE ALTRE DISPOSIZIONI ANCORA OGGI VIGENTI IN BUONA PARTE

ISTITUZIONE DEL REGISTRO PER LE ARMI DA FUOCO

ISTITUZIONE DELLA GUARDIA FORESTALE

ISTITUZIONE DEL CORPO DEI VIGILI DEL FUOCO

ISTITUZIONE DELL’ ARCHIVIO STATALE

ISTITUZIONE DEI CONSORZI AGRARI

ANNESSIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA ALLE FORZE ARMATE

ISTITUZIONE DEI TRENI POPOLARI PER LA DOMENICA CON IL 70% DI SCONTO

AMMODERNAMENTO DEL PUBBLICO CATASTO URBANO DEI TERRENI


MAPPATURA DI TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE E COMPILAZIONE DI MAPPE ALTIMETRICHE USATE ANCORA OGGI E CHE NON SONO MAI STATE AGGIORNATE DA ALLORA






Il 16 settembre del 1939 a Milano 

vennero inaugurate le trasmissioni sperimentali dalla Torre Littoria di Parco Sempione.